Pubblicità: televisione in crisi, cresce Internet

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Se come si usa dire la pubblicità è lo specchio dell’economia allora siamo messi maluccio. Nel primo semestre 2007 gli investimenti in advertising in Italia hanno registrato un lievissimo rialzo (+0,4%) che non recupera neppure il tasso di inflazione. Si tratta pur sempre di 4,69 miliardi di euro, che non sono certo noccioline, ma il messaggio è chiaro. Le aziende, cioè gli investitori, non spingono sulla comunicazione. C’è poi un’altra poco felice constatazione, la crisi dei media generalisti e tradizionali, televisione e cinema, pianificati senza più l’entusiasmo di un tempo.  Ne guadagna Internet.Insomma le stime elaborate come da tradizione dal’istituto di ricerca Nielsen Media Research ci informano che cambia in maniera sempre più visibile la ripartizione dei budget pubblicitari sui diversi media. All’indebolimento progressivo della televisione – che rispetto allo scorso anno registra una contrazione del 2,6% – corrisponde la crescita di curiosità e in parte anche dei budget destinati ad altri media. Internet in testa. Ai non addetti ai lavori va spiegato che sino a due anni fa era considerato impensabile un arretramento del mezzo tv, il quale dalle nostre parti gode di una quota parte (market share) che nessun Paese Occidentale è in grado di esibire. 

Insomma le cose cambiano. E’ così Internet oggi detiene  il record complessivo di crescita, un formidabile +44,6%, che pur scontando i modesti volumi (la rete parte praticamente da zero, quindi i suoi tassi incrementali sono più massicci), fa intendere da che parte tira il vento. E gli altri mezzi? La stampa cresce qualcosa in più dell’inflazione (+2,6%), trainata dai quotidiani (+3,2%) e dalle testate locali (+4,2%). I quattro quotidiani free press italiani (City, Leggo, 24 Minuti e Metro), monitorati quest’anno per la prima volta, hanno venduto spazi pubblicitari per 62 milioni di euro attirando l’attenzione della finanza e delle assicurazioni, così come della distribuzione e degli altri media. La radio cresce del 6,2% (nel primo trimestre c’era stato un calo del 3,5%), mentre le affissioni e il cinema calano rispettivamente del 2,1%e  del 13%.

Che sia il momento di internet lo testimoniano anche i dati di Nielsen/NetRatings. A luglio, nonostante la calura estiva e le vacanze, ben 21,4 milioni di individui hanno compiuto almeno una connessione al web da casa o ufficio, oltre 22,2 milioni se si considerano anche gli utilizzatori di applicazioni internet come gli instant messenger e i media player. I navigatori hanno ridotto il tempo trascorso sul web collegandosi da casa, mentre è cresciuta la fruizione della rete dall’ufficio di un’ora e 46 minuti (in totale 26 ore e 57 minuti contro le 25 ore e 10 minuti di giugno). I siti più cliccati? Quelli di giochi online con 4,6 milioni di utenti , quelli di eventi e spettacoli con 2,9 milioni e i siti per la ricerca dell’anima gemella che vengono utilizzati da 2,6 milioni. (Affari Italiani)

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