Giornalismo spazzatura: no degli addetti ai lavori

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Il lettore deve essere responsabilizzato e il giornalismo spazzatura, la cosiddetta “montatura della panna”, è il male della professione. E’ quanto è emerso in un convegno fra pubblicitari e giornalisti, che si è svolto ieri mattina a Milano. Gli addetti ai lavori del mondo della comunicazione si sono confrontati, all’interno del simposio organizzato dall’UCSI e dall’AIPP, sul mondo dell’informazione e dei mass media toccando diverse tematiche: dalla qualità dell’industria editoriale alla comunicazione istituzionale fino a toccare anche argomenti di scottante attualità come i recenti scandali che hanno coinvolto l’universo della comunicazione. E il dito è stato puntato sul “mielismo”, quel modo di contaminare il giornalismo serio con lo spettacolo e lo show-business, di cui i maligni attribuiscono l’invenzione al direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli. Oltre agli interventi di alcuni esperti di rilievo, tra cui Edoardo Teodoro Brioschi, professore di economia e tecnica della comunicazione aziendale dell’Università Cattolica, l’iniziativa ha visto il dibattito tra i relatori e gli operatori presenti e il pubblico. Uno scambio di opinioni e di idee sia sul livello qualitativo dei giornali italiani, giudicato in maniera piuttosto critica da molti presenti, sia sull’inquinamento tra pubblicità e l’informazione. «Il mercato pubblicitario italiano – è stato sottolineato – rimane troppo incentrato sulla domanda. Moda, cosmetica e arredamento continuano ad assorbire più della metà del totale della pubblicità, una sproporzione così grande è presente solo nel mercato italiano». Ed è stata analizzata polemica del mese scorso tra Dolce e Gabbana e il Sole 24 ore. I due stilisti, dopo aver ritenuto troppo critico un articolo nei confronti del loro ristorante hanno deciso di tagliare la pubblicità dal quotidiano finanziario in questo caso colpevole solo di essere stato indipendente. I giornali – è stato detto in conclusione del dibattito – hanno difficoltà ad essere parti terze rispetto agli editori e agli uffici marketing delle aziende committenti. (Il Meridiano)

Una Risposta to “Giornalismo spazzatura: no degli addetti ai lavori”

  1. donata Says:

    cosa c’entra l’immagine di Ilaria? Io ero una sua cara amica e non capisco a cosa stiate strumentalizzando la sua scomparsa. Spiegatemelo.
    Grazie
    Donata Tchou

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