Il baco che fa ancora discutere

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corseraIl fatto che un libro venga presentato a mesi di distanza dall’uscita in libreria è il segno che il Baco del Corriere ha avuto un successo che va molto oltre le copie vendute. All’ennesimo incontro per discutere delle denunce di Massimo Mucchetti, vice direttore ad personam del Corriere della sera, ci sono il ministro Bersani e Giuliano Ferrara. Il direttore del Foglio ribadisce le critiche alle tesi del libro, già espresse dalle colonne del suo giornale: “Mucchetti ha disputato una sua partita, pensa che il patto di sindacato del Corriere sia un pasticcio e per argomentare usa degli strumenti, alcuni dei quali sono opachi”.

Il discorso verte sul ruolo del giornalista, Ferrara ha un’idea originale di indipendenza, un approccio che definisce ante Lippman: “I giornalisti non sono indipendenti, ma dipendenti. La libertà di stampa è portare il giornale in edicola non avere la schiena dritta nei confronti dell’editore. Si può essere critici verso il proprietario, ma il giornalismo che si fa un punto d’onore nel sindacare nei bilanci del proprio editore non mi piace”. Il concetto è chiaro, “il giornalismo non è un contropotere, ma un potere”. L’obiezione, scontata, è che se il Corriere non dovesse occuparsi dei suoi tantissimi padroni non dovrebbe pubblicare le pagine economiche, Ferrara stesso lo riconosce e spiega che il problema non è la deontologia, ma l’affollamento del patto di sindacato del Corriere. “Ma non è la politica a poter risolvere la situazione”.

Mucchetti la vede diversamente: “L’azienda è una comunità di interessi, i padroni vanno e vengono, i dipendenti restano. Non esiste la fedeltà. Quando arrivai al Corriere pensai che avere non uno ma quindici proprietari fosse una bella scommessa. Il fatto è che chi detiene questo giornale gestisce soldi non propri (eccezion fatta per Della Valle), non c’è una leadership. Il Corriere ha il marchio dell’indipendenza, è il messaggio che da di sé al lettore”.Che lo spionaggio subito da Mucchetti e Colao sia la punta di un iceberg di un problema molto più ampio è il ragionamento di Bersani: “È il sistema industriale a essere debole e di conseguenza anche i giornali. La mancanza di capitali è la causa dell’intreccio con le banche”. Il ministro risponde a Ferrara sul ruolo della politica, “la prossima lenzuolata affronterà proprio la mancanza di controllo nelle governance, nessuno sa cosa avviene nei consigli di amministrazione, bisogna occuparsi dei tantissimi conflitti di interesse in questo campo”.Le accuse di Mucchetti però non erano così generiche, nel Baco del Corriere ad essere sotto accusa era finito TronchettiProvera individuato, più o meno esplicitamente come il mandante delle operazioni di spionaggio ai danni del giornalista infedele, le recenti inchieste della magistratura hanno confermato questi sospetti, Ferrara però è prudente: “Il suo ruolo in questa vicenda non è dimostrato, io non credo che sia uno che cerca di risolvere il problema a colpi di intercettazioni”. (Francesco Olivo)

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