Il giornalismo italiano? E’ stanco e ingessato!

by

Aveva sedici anni, Federica, e un solo grande sogno: diventare un giorno una brava giornalista. Riempiva i suoi diari di articoli che riversava in internet, a disposizione di chiunque volesse leggerli. Se n’è andata all’improvviso, per un incidente assurdo, durante una operazione chirurgica di routine. La sua vicenda ha commosso, fino al punto di spingere l’Ordine dei Giornalisti della sua provincia ad istituire un premio giornalistico per i giovani che, come lei, vogliono percorrere la strada della professione giornalistica. A Gente Veneta e GVradio ogni anno passano, per un periodo di stage, numerosi giovani che, come Federica, hanno voglia di imparare il mestiere del giornalista. Vengono da noi perché sanno che si fa formazione: cosa ormai rara nelle redazioni dei giornali. Alcuni scrivono bene, sono pieni di voglia di fare. Senti che il giornalismo ce l’hanno nel sangue e potrebbero un giorno diventare bravi giornalisti. Ma sai anche quanto sia duro e difficile sfondare oggi in questa professione e quanto poche siano le opportunità per un giovane. Ti piange il cuore quando vengono a chiederti di dargli una mano e raccontano di come le redazioni dei giornali per i quali collaborano siano spesso dei veri e propri tritacarne, dove un collaboratore giovane è costretto a riempire pagine di articoli per pochi euro al pezzo. Quando parlo con questi giovani pieni di entusiasmo e li incoraggio a stringere i denti e andare avanti, mi viene da pensare alla situazione del giornalismo italiano. Un giornalismo lontanissimo dalla freschezza e dalla voglia di fare di questi giovani, colpito da una pericolosa atrofia, stanco ed ingessato. Di solito si dà la colpa al sistema, ai monopoli dell’informazione, alla politica, agli editori… ma nessuno mi toglie dalla testa che sia anche colpa dei giornalisti! Vedo molti giornalisti, anche di fama, sempre più lontani dai problemi veri della gente, dalla sua vita… a meno che non si creda che la vita gente sia fatta soprattutto di politica e di gossip. Giornalisti che fanno gli articoli solo sui lanci d’agenzia, non fanno più inchieste serie. Giornalisti che propongono ‘importanti’ analisi sociologiche a partire da indagini statistiche da salotto, fabbricate su campioni di qualche centinaio di persone. Giornalisti che diventano intrattenitori, presentatori, showman, imbonitori… e trasformano l’informazione – spesso anche il dolore – in inutile spettacolo. Paladini di un presunto diritto/dovere di cronaca, in nome del quale scavano con violenza nella vita privata dei cittadini per mettere in piazza le loro tragedia. Grandi firme strapagate della stampa italiana – baroni dell’informazione, che nessuno può toccare – che si ergono a moralizzatori della società senza averne il titolo e il mandato… e spesso neanche la stoffa. Giornalisti che fanno i parlamentari di partito e continuano a fare i giornalisti. Giornalisti che riempiono pagine sulla politica del Paese senza dichiarare apertamente da che parte stanno. Giornalisti che confondono l’informazione con l’opinione, il commento con il racconto dei fatti. (Gvonline)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: