Banda larga a tutti gli italiani

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bandalargaLa banda larga è il nuovo servizio universale. Come un tempo lo sono stati il telefono e la televisione pubblica. Un diritto della cittadinanza che diventa obiettivo improrogabile del governo. Una priorità nell’agenda del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. L’impegno è quello di abbattere il digital divide entro la fine della legislatura, portando l’accesso alla banda larga a tutta la popolazione e arrivando a coprire l’intero territorio nazionale. Lo sforzo è notevole, nonostante le ultime stime ufficiali ispirino ottimismo, con l’88 percento della popolazione già raggiunta da connessioni a banda larga.  Ma, come sottolinea lo stesso Gentiloni, bisogna andare oltre i numeri.

Come dimostra l’osservatorio Banda Larga, gestito dal centro studi Between, l’88 percento della popolazione nasconde profonde differenze sul territorio nazionale. Si passa da una copertura che raggiunge la quasi totalità nelle aree urbane con il 98 percento, a un 84 percento delle zone suburbane per scendere al 46 percento nelle aree rurali. La copertura totale della banda larga significa forti investimenti (almeno 800/900 euro a persona) in infrastrutture in territori difficili da raggiungere e con una scarsa densità abitativa, che in termini meramente economici significa bassa redditività. I lavori sono comunque già iniziati, almeno a livello di pianificazione organizzativa. Creato a proposito un Comitato per la banda Larga, presieduto, oltre che dallo stesso Gentiloni, anche da Luigi Nicolais, ministro dell’Innovazione e da Linda  Lanzillotta, ministro delle Autonomie Locali. Il problema deve essere affrontato da diversi punti di vista, non solo con l’offerta di connessioni a banda larga, ma anche con la disponibilità di nuovi servizi e con rinnovati impulsi all’alfabetizzazione informatica di fasce di utenti, ancora oggi digiuni di tecnologie digitali. Il progetto richiede un lavoro sinergico tra le diverse forze del paese, il governo e gli enti locali da una parte, il settore privato dall’altra. Già in cantiere numerose iniziative. Le risorse sono cospicue. Circa 700 milioni di euro vengono da Regioni e Enti locali, ai quali vanno aggiunte le iniziative dell’amministrazione centrale,  oltre alle dotazioni di Infratel e di altri fondi, tali da raggiungere il miliardo di euro. (Serena Massimini)

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