Cartoline dalla blogosfera: il gusto del segreto

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cartolineblogosferaIl weblog va affermandosi come uno strumento che, per la sua facilità d’uso e l’ampia gamma di possibilità espressive a disposizione, debba necessariamente accompagnarsi ad un gusto esibizionistico – e per i lettori voyeuristico – che ne garantisca il successo: soprattutto nel caso dei blog più diaristici o “letterari” (ma non ne sono esenti neppure i siti a vocazione puramente informativa) la filosofia del “denudare” i contenuti di ogni vincolo di segretezza sembra rappresentare il vero miele in grado di attrarre il maggior numero di ronzanti lettori, avidi di aneddoti succulenti e piccanti.

Sotto questo aspetto i blog confermerebbero di non essere altro che uno specchio del reale, di una società che fa del voyeurismo e dell’esibizionismo le due principali leve di attrazione. «Quella che mi colpisce di più» afferma dalle pagine del suo blog Mondo Liquido il prof. Giuseppe Tortora, docente di filosofia presso l’Università di Napoli, «è la tendenza di certi blogger a dire – se possibile – tutto di sé. Quel gusto, a volte decisamente perverso, di “esibirsi” anche negli aspetti che meriterebbero un doveroso riserbo. L’assurda aspirazione ad una comunicazione totale. Senza remore. Senza confini. Pronta a rompere ogni resistenza. A infrangere ogni barriera. E in fondo senza rispetto né per sé né per i possibili interlocutori. Alla base c’è sempre un equivoco. Come se rovesciare in parole, a chiunque e in qualunque circostanza, certi aspetti della propria vita intima significhi essere davvero se stessi e, simultaneamente, essere autentici nei rapporti con gli altri. Come se mostrarsi senza veli fosse il più alto indice di sincerità. Naturalmente nessuno riuscirà mai a dire tutto di sé. Anche il “mettere in piazza” se stessi è sempre un offrire la rappresentazione di sé ritenuta – in quel momento, in quella circostanza – la più opportuna».

Se l’usanza di mostrare la propria vita privata senza veli attraverso le pagine di un blog può apparire il modo migliore per far decollare le statistiche del proprio diario online, c’è da chiedersi quanto una strategia comportamentale di questo tipo sarebbe effettivamente auspicabile in real life: «Anche nella comunicazione interpersonale privata non tutto quel che ci appartiene è conveniente dire a tutti» prosegue Tortora. «Come d’altra parte non è desiderabile sapere tutto dell’altro: foss’anche la persona più cara. Come suggeriva il pensatore francese Jacques Derrida, bisognerebbe coltivare il gusto del segreto. Pensiamoci: se non c’è segno di segreto negli occhi dell’altro, non nasce la curiosità per l’altro.
Senza segreto non nasce interesse e tanto meno amore. Non c’è domanda. La fine del segreto sarebbe l’inizio dell’indifferenza. E laddove domina l’indifferenza, non cresce la conoscenza, né migliora la convivenza. Non c’è attrazione e neppure passione».

Rubrica a cura di Carlo Baldi

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