La sfida del Redattore sociale

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Se all’ordine del giorno c’è il coraggio, in prima fila c’è il Redattore sociale. È solo con la sua voglia di osare infatti che la Comunità di Capodarco ha fondato un’agenzia di stampa dedicata al disagio e all’impegno sociale e l’esperimento diventa in poco tempo un successo: le più importanti testate nazionali si abbonano e il sito internet diventa uno strumento indispensabile per giornalisti e operatori del settore. In redazione spiegano che lo scopo è quello di fornire notizie, dati e approfondimenti su fenomeni di cronaca troppo spesso destinati a essere relegati nei giornali solo nelle pagine della “nera”. L’idea di fondo è che all’informazione serva un raccordo tra le varie esperienze del settore del volontariato e dell’associazionismo, i temi legati a queste realtà vengono trattati spesso in maniera frammentaria. Le notizie spesso rimangono sotto il tappeto, come è stato a lungo sottolineato nei giorni del seminario.

Per contribuire a una maggiore accessiblità alle informazioni sul mondo non-profit, il Redattore sociale offre una serie di servizi, a cominciare dal notiziario quotidiano sugli argomenti più vari (droga, marginalità sociale, questioni etiche, sanità). E poi una ricchissima banca dati, con statistiche, tabelle, grafici e collegamenti agli istituti di ricerca sociale. Fondamentale per chi si occupa di questi temi è il calendario degli eventi ricchissimo di iniziative in tutta Italia e costantemente aggiornato. Le schede delle organizzazioni che operano nel sociale sono complete e utilissime. La rassegna legislativa, frutto del lavoro del centro di documentazione di Capodarco, grazie a un semplice motore di ricerca consente di accedere non solo alle leggi ma anche ai disegni di legge di Camera e Senato. Si può continuare raccontando di una piccola redazione che sfida tutti i giorni il muro dell’informazione ufficiale ma invece di contrapporsi in stile tardo-movimentista decide di provare a cambiare le cose. La sfida, prima di tutto, è alla superficialità e al pressappochismo, combattuti fornendo tutti gli strumenti per consentire agli organi di stampa approfondimenti seri basati su dati concreti. O magari serve anche lanciare dibattiti come quello sul ruolo del non-profit esposto, con il classico stile provocatorio, da Don Vinicio Albanesi leader della comunità di Capodarco e presidente dell’agenzia, che ha definito gli operatori delle associazioni non-profit utili-idiota, perché ormai completamente marginalizzati dalle politiche sociali. “Fino agli anni ’90 erano gli interlocutori della politica”, scrive. “Oggi non lo sono più perché ogni ufficio statale, centrale o periferico, ha la pletora (pagata) dei propri consulenti. Cifre enormi per gli addetti che studiano, propongono, suggeriscono, consigliano”. Il mondo del web legato all’associazionismo sembra dare ragione al sacerdote. È solo un esempio dello straordinario lavoro di una piccola agenzia, fatta da pochi giornalisti, con in testa il sogno di un’altra informazione.

Francesco Olivo

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