La nuova Stampa, sobrietà a colori

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lastampaQualcuno con un po’ di malignità spiega che la vera rivoluzione è portare il colore a Torino. Ma al di là delle battute è da quasi un mese che il quotidiano la Stampa sta uscendo nelle edicole con un volto completamente rinnovato. Il formato si è ridotto notevolmente, diventando un vero e proprio tabloid. E poi, come detto, la grande novità del giornale “full color”: meno testo, massimo due pezzi a pagina, e ruolo fondamentale giocato dall’infografica. “Gli altri giornali avevano già preso questa strada, così, gioco forza, abbiamo dovuto seguirla anche noi”, ammette il direttore Giulio Anselmi “però vogliamo salvarci l’anima e mantenere gli elementi propri della Stampa: eleganza, serietà e autorevolezza”. La sfida infatti è tutta qui, perché la Stampa ha alle spalle una storia lunga 140 anni con lettori “molto tradizionalisti” e particolarmente affezionati alle abitudini. Così la difficoltà maggiore è stata quella di modernizzare e ringiovanire le pagine senza sconvolgere il pubblico, senza perdere quello che Anselmi chiama “l’elemento magico dell’identità”. Così i colori utilizzati hanno un tono sobrio e calibrato e la collocazione delle varie sezioni del giornale è rimasta invariata come prova di continuità.

Le novità non sono soltanto grafiche, lo stile tabloid comporta notevoli cambiamenti anche dal punto di vista giornalistico, “stiamo scegliendo di più le notizie da dare”, spiega il direttore rispondendo alle domande di Giovanni Floris, “capire qual è il tema forte del giorno e non lasciarci sfuggire gli altri fatti che segnano la giornata”. Grande spazio viene dato alle storie: “abbiamo lettori anziani che leggono con grande interesse questo tipo di articoli”. Il presidente del gruppo John Elkann è molto soddisfatto del progetto: “sì, è una scommessa importante: abbiamo speso molto: settanta milioni di euro, ma ne è valsa la pena. Abbiamo visto il giornale e non abbiamo avuto dubbi: è bellissimo. Noi investiamo perché crediamo ancora nell’importanza della carta stampata”.

La questione fondamentale resta la collocazione sul mercato editoriale di un quotidiano che vive una duplice dimensione, quella nazionale e quella locale. L’aspirazione a essere una voce autorevole nel dibattito politico del paese è stata sempre un punto fermo per la Stampa. Ma resta il fatto che lo zoccolo duro dei lettori vive nel Nordovest e nelle parole di Anselmi c’è l’intento di rinsaldare questo antico rapporto: “in quelle regioni siamo il giornale, l’unico, e dobbiamo valorizzare questo aspetto. Dopo aver riconquistato la ribalta nazionale ora dobbiamo dedicarci con maggiore impegno alle realtà territoriali più legate alla Stampa”.  La stessa Torino sta vivendo anni di forti trasformazioni: prima il declino per la crisi della grande industria, poi una nuova stagione di ottimismo, l’Olimpiade e la ripresa della Fiat, “abbiamo la fortuna di interpretare una città in salute – spiega il direttore – quando sono arrivato in Piemonte alcuni amici di Roma e Milano mi guardavano con aria di compassione, ma mi sono ritrovato in un momento positivo”.  

Francesco Olivo

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