Giornalisti connessi più di 10 volte al giorno

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“Il giornalista europeo e internet” è il titolo di una ricerca promossa da John O’Sullivan (Dublin City University, Ireland) e da Ari Heinonen (University of Tampere, Finland), all’interno del progetto europeo COST A20 e condotta nel corso del 2005, coinvolgendo dieci Paesi europei, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Irlanda, Lituania, Slovenia, Spagna, Svezia e Italia. Dai risultati, elaborati in Italia dai ricercatori dell’Università di Udine, è emerso che circa il 61% dei giornalisti intervistati (appartenenti a 34 testate tra cartacee e web) si collega alla Rete più di dieci volte al giorno.

«In prima battuta – ha puntualizzato una dei ricercatori del team, Leopoldina Fortunati, docente di Scienze e tecnologie multimediali e Linguaggi e tecnologie dei nuovi media a Pordenone – sembra che i giornalisti apprezzino Internet. Per esempio, essi pensano che il giornalismo online apra nuove possibilità comunicative ai quotidiani e che esso rappresenti una strategia sia migliorativa che necessaria per i giornali. I giornalisti non temono le nuove forme di comunicazione online, in quanto il giornalista fai-da-te non viene percepito come una minaccia per il quotidiano. Una larga maggioranza dei professionisti della carta stampata, inoltre, è convinta che una combinazione tra il quotidiano in edicola e quello sul web migliori il rapporto con i lettori». Eppure una questione si apre ed è quella dell’attendibilità dell’informazione in internet. «Molti dei giornalisti europei intervistati – ha ribadito Fortunati, – dubitano della veridicità delle notizie sul web e sono preoccupati che l’accuratezza dell’informazione perda il passo e venga sacrificata alla velocità nel giornalismo on line».

Numeri alla mano è evidente che lo strumento fondamentale rimane per l’82,4% degli intervistati la conversazione faccia a faccia, un dato che sale ancor di più pari al 94,4% su base regionale. Giornalisti del Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 ore e La Stampa ritengono che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, sono i professionisti in là con gli anni ad avere maggiore famigliarità con le web-notizie.

L’uso di internet è molto sostenuto nelle redazioni: il 61,8% dichiara di connettersi alla rete più di una decina di volte al giorno. In particolare le redazioni del Friuli Venezia Giulia contattate si connettono in modo più sostenuto di quelle nazionali (il 61,1% più di 10 volte al giorno, il 27,8% da 5 a dieci volte e l’11,1% da 1 a 5 volte). A livello nazionale i due anni cruciali dell’online sono il 1995 e il 2000, mentre in regione il boom di internet nelle redazioni è spostato più in avanti, negli anni 2000 e 2001. A livello complessivo la maggioranza dei rispondenti (88,5%) è a conoscenza dell’esistenza del sito web e tra i giornalisti nazionali più della metà (52,9%) sa che il proprio giornale ha attivato una radio. (Fonte: Qui.Uniud)

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