Penne Digitali, occhio alla vista. Le conclusioni del Congresso nazionale degli Optometristi

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EyeGli specialisti della vista, riunitisi nei giorni scorsi allo Sheraton Hotel di Padova per il 32° Congresso nazionale degli Optometristi hanno ammonito tutti coloro che lavorano al computer a prendere le dovute precauzioni per non affaticare eccessivamente la vista. Secondo i dati diffusi dagli optometristi, proprio l’uso del computer, assieme all’esposizione al sole e ad una più generale diseducazione della visione, sarebbe tra i principali responsabili dei problemi alla vista.

Eye2Il fenomeno ha già assunto in Italia proporzioni serie: tra coloro che utilizzano il pc per lavoro o per svago affatticamento degli occhi e difetti della vista sono diffusi nell’ordine di 9 persone affette ogni 10; una percentuale altissima di adulti, l’88%, convive con disturbi visivi causati o accentuati dall’abuso del computer mentre circa un bambino su 4 ha probemi legati alla visione. Gli ottici optometristi auspicano iniziative volte alla prevenzione, soprattutto attraverso eventi interventi nell’ambito scolastico, come l’esperienza dell’“Aula Tipo” già realizzata dall’Albo degli Optometristi. Assumere una corretta posizione di lavoro può aiutare tra l’altro a prevenire non solo difetti visivi, ma anche dolori e piccoli traumi legati alla postura del corpo, in particolare del tronco e delle braccia. La diffusione di problemi legati all’affaticamento della vista in relazione all’uso del pc ci conduce anche a riflettere sulle modalità della videolettura, che l’occhio umano mostra di non aver ancora "metabolizzato" con la stessa naturalezza di quelle che riguardano il cartaceo: per le generazioni attuali accostarsi alla pagina di un giornale o di un libro resta ancora un’esperienza più rilassante dell’approccio allo schermo luminoso. E chi ha il compito di stilare e architettare le pagine del Web dovrebbe tenerlo costantemente presente, offrendo all’occhio umano una formattazione del testo ed una disposizione degli elementi della schermata quanto più ariose possibili, garantendo la presenza di spazi vuoti, possibilmente bianchi, sui quali lo sguardo possa sostare e riposare.

Carlo Baldi

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