Basta cellulosa, ci sono i tablet: Bill Gates prevede la scomparsa della carta a favore di schermi portatili

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TabletL’uomo del futuro non si sporcherà le dita di inchiostro. Libri di testo, riviste e giornali verranno sostituiti da schermi ultra-portatili. Lo afferma Bill Gates, co-fondatore della Microsoft nonché uomo più ricco del mondo. “Personaggio dell’anno” per la rivista Time, Gates si improvvisa Nostradamus dei tempi moderni e prevede la scomparsa della carta entro 50 anni.

Lo scenario previsto dal proprietario di Microsoft non implicherebbe l’eliminazione in blocco della classe giornalistica addetta alla carta stampata. “Sono sicuro che passeranno altri 50 anni e ci sarà ancora qualcuno che stampa un giornale e lo consegna a qualcun altro da qualche parte”, dice Gates. La previsione è verosimile, considerando che in alcuni paesi, come l’Italia, il 2,7 per cento della popolazione naviga su internet (Fonte: Computer Industry Almanac) e l’esame di Stato per l’accesso all’Ordine dei Giornalisti si fa ancora con la macchina da scrivere.

BillgatesIn realtà, Gates pensa che la stampa in futuro dovrà adattarsi per sopravvivere: “Assistiamo a un vero cambiamento grazie al quale i giovani apprezzano che la flessibilità di internet consenta loro di scegliere ciò che li interessa in modo particolare. Ci troviamo nel bel mezzo di una transizione nella quale ogni pubblicazione deve pensare a una propria strategia digitale”.

Il sogno del Paperone americano ha comunque una portata ben più ampia. Nel suo mondo futuro attaccheremo alle pareti non quadri, ma schermi ultrapiatti in grado di riconoscere le nostre voci ed eseguire i nostri ordini. La rivoluzione parte dalla tablet, un oggetto sottile come un bloc-notes che fornirà ogni tipo di informazione: “La tablet è l’oggetto nel quale tutto confluirà. Prevedo con precisione che questa tablet riunirà i libri di testo in formato digitale o la versione digitale dei quotidiani e delle riviste”.

I sogni di Bill Gates non sono una novità. Celebre il suo trentennale desiderio di vedere un computer su ogni scrivania d’ufficio e in ogni casa. Perché ciò accada l’attuale numero di pc, un miliardo, dovrebbe sestuplicarsi. Del resto, lo stesso patron della Microsoft ammette: “So che c’è un agricoltore da qualche parte che non vorrà mai un computer e questo mi sta bene”. E così il sogno dell’uomo più ricco del mondo si infrange su un campo di grano. (Gianluca Martelliano)

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