Penne Digitali su “Giornalisti”, rivista ufficiale dell’ODG

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PdgiornaSul numero di Marzo-Aprile di “Giornalisti” è stato pubblicato un interessante articolo a firma di Stefano Martello, che approfondisce le connessioni tra i blog ed i canali ufficiali di informazione. Tra le citazioni presenti, c’è anche quella del libro Penne Digitali, con tanto di ringraziamenti al nostro Carlo Baldi per l’apporto, in termini di consigli, spunti e riflessioni.

Potete leggere il testo direttamente sul nostro blog qui di seguito.

Chi invece desiderasse scaricare l’intero numero della rivista, può cliccare qui.

Quotidiani e blog. Convergenze parallele di una strana alleanza

Volenti o nolenti i blog sono divenuti parte integrante dell’enorme flusso d’informazione e comunicazione. Non appare casuale il dato per cui i blogger sono stati accreditati come giornalisti – sia dai Repubblicani che dai Democratici – alle ultime elezioni presidenziali americane.

Chiedersi, quindi, se lo strumento sia utile o dannoso risulta antistorico, sicuramente poco efficace e sterile visto che lo strumento ormai esiste e visto che molti giornalisti lo utilizzano come “spazio libero” per discutere di qualsiasi argomento.

Sincerità allo stato puro

La domanda che dobbiamo porre a noi stessi, semmai, è quale ruolo debba avere – nel circuito dell’informazione – lo strumento blog e – dato ancora più importante – quali vantaggi può portare nel processo di trasmissione dell’informazione. Senza dimenticare le numerose problematiche la cui risoluzione diviene centrale nella visione di un utilizzo strutturato ed efficace dei diversi strumenti giornalistici. In rapporto agli strumenti multimediali, il principale handicap dello strumento cartaceo è quello di riportare la notizia in un ambito limitato nello spazio e nel tempo, senza poter ripercorrere le “puntate precedenti”. Proprio in questo lo strumento multimediale offre opportunità importanti attraverso la visione dell’articolo, non solo come singolo pezzo, bensì come vero e proprio servizio, attraverso le parole chiave e i link. Un esempio di utilizzo strutturato dei due strumenti potrebbe essere proprio quello di inserire – alla fine di ogni pezzo cartaceo – una cronologia che, precedentemente inserita nel sito del quotidiano, offra all’utente la possibilità di approfondire la notizia già letta sulla carta. Ma in che modo la visione di “utilizzo congiunto” può interessare lo strumento blog? Per rispondere alla domanda riepiloghiamo i tratti distintivi dello strumento: il blog – secondo la definizione del dizionario on line Merriam Webster – è “un sito web che contiene un diario personale on line con riflessioni, commenti e spesso link”; con una funzione di filtro per guidare verso contenuti interessanti, quindi con un compito fondamentale, soprattutto all’interno di un sistema caotico e difficilmente ordinabile come è la Rete. Nel contempo – come ci avverte Giuseppe Granieri – “i weblog non sono giornalismo. Informano, ma non sono giornalismo come lo conosciamo, anche quando a tenere un weblog è un professionista iscritto all’Ordine” (G. Granieri, 2005). Ma esiste un altro dato fondamentale per cui ogni singolo contributo che troviamo all’interno del blog risponde solo alla volontà dell’autore: sincerità allo stato puro, priva di qualsiasi interesse. Con questi dati è possibile proporre una alternativa che ai più potrà sembrare una mera provocazione, ma che in realtà vuole essere una prima ipotesi di “struttura dall’utilizzo congiunto”.

I vantaggi

Ipotizziamo che un quotidiano cartaceo decida di sfruttare in maniera efficace la risorsa blog. Opererà una selezione dei blog presenti in Rete, tenendo conto della credibilità dell’autore, del numero dei commenti presenti sul blog stesso, della visibilità e degli argomenti trattati. A quel punto potrebbe decidere di creare un vero e proprio network di blog referenziati da ospitare nel proprio sito Internet. Attenzione, non dei blog che lavorino esclusivamente per il quotidiano, ma dei blog che affianchino il quotidiano solo quando la notizia lo esige, continuando nel contempo la propria normale attività di informazione nella Rete. I vantaggi per i due interlocutori sono molteplici: per il quotidiano l’offerta di un servizio assolutamente innovativo al lettore, attraverso il quale incentivare non solo l’approfondimento di una singola notizia ma anche un clima di partecipazione. Quest’ultimo, attivato grazie ai contributi del lettore del blog che potrebbero trasformarsi in un monitoraggio indiretto di quello che ai lettori interessa leggere. E ancora, una attività di promozione del quotidiano totalmente gratuita e, soprattutto, incentrata su parametri qualitativi e non quantitativi, garantita dallo stesso funzionamento dei blog che si segnalano reciprocamente in base all’utilità dei contenuti.

Strumento d’informazione

Per il blogger la possibilità di entrare in un circuito istituzionale della notizia non per mera vanità, ma per valorizzare i contenuti del proprio spazio, senza per questo sacrificarne la natura e l’essenza. In un’ottica più ampia, tale operazione porterebbe anche a una maggiore valorizzazione dello strumento, all’interno del circuito delle informazioni, rendendo il blog interlocutore autorevole del dibattito. Non possiamo, nel contempo, dimenticare le possibili problematiche di un processo così forte. Le stesse si concentrano principalmente sulla trasformazione dello status del blog, da strumento assolutamente libero e se vogliamo autoreferenziale a strumento credibile in una visione di corretta informazione. Il problema diviene non solo tecnico, ma soprattutto culturale, in quanto prevede l’emersione di un sistema di competenze basato sull’esperienza piuttosto che sul tipo di studi seguito. Quest’ultimo è forse l’aspetto più rischioso, ma anche quello che meglio viene risolto dallo stesso funzionamento dei blog che eliminano dal proprio circuito tutti quei contenuti considerati obsoleti o inattendibili o scontati. In tal senso, la testimonianza di Carlo Baldi e Roberto Zarriello nel saggio Penne Digitali per cui “…Repubblica.it, che ha aperto ben otto blog curati da altrettanti giornalisti del sito, in cui è possibile dialogare direttamente con l’autore del blog lasciando commenti ai vari post. Blog che se da un lato hanno un buon seguito di lettori, dall’altro sono bersaglio delle critiche di illustri blogger come Massimo Mantellini, autore di “Manteblog” (www.mantellini.it) per la totale mancanza di link originali. I blog dei giornalisti di Repubblica riportano quasi esclusivamente collegamenti a siti di informazione autorevoli” (Baldi, Zarriello, 2005). L’ipotesi di cui sopra ha, quindi, il pregio di introdurre il blog – inteso come strumento di informazione – all’interno di un vero e proprio circuito istituzionale ma, in parte, ha anche quello di rispondere esattamente alle istanze di un lettore sempre più differenziato e, conseguentemente, sempre meno convinto – quindi fidelizzato – da una informazione di massa. Le conseguenze di questo discorso – in positivo come in negativo – non si possono chiaramente prevedere, ma possono rappresentare, almeno, un quadro d’azione reale e pratico all’interno del quale gli addetti ai lavori e i blogger potranno decidere serenamente se lo strumento possa rappresentare una nuova risorsa dell’universo giornalistico o una mera involuzione/difesa del settore dell’informazione di fronte a un contesto sociale sempre più attento alle domande rispetto ai bisogni.

Un modo più personalizzato

In caso contrario – quindi in caso di non soluzioni – l’universo multimediale continuerà comunque nella propria incessante “corsa in avanti”, approdando a soluzioni sempre più nuove e innovative. Ma anche – se vogliamo – sempre più parziali e isolate, sempre più attente a un vantaggio unidirezionale che non tenga conto degli altri interlocutori – i giornalisti, per esempio, ma anche i comunicatori pubblici e politici – coinvolti. Che, dal canto loro, continueranno a interpretare tali nuove soluzioni come un pericolo a un modus operandi forse statico, certamente non bisognoso di nuove problematiche. Con il rischio di perdere tutti qualcosa che potrebbe essere niente, ma che potrebbe anche rappresentare un nuovo modo di intendere l’informazione. Più attento alle domande del lettore, meno di massa e più personalizzato. Quale ruolo possono avere i diari-web in rapporto all’informazione professionale? La possono arricchire senza rinunciare alla loro genuità? Riflessioni su un fenomeno ormai globale e in continua crescita che potrebbe culminare in un matrimonio d’interesse reciproco.

Bibliografia di riferimento

Una introduzione all’argomento è fornita da Giuseppe Granieri in Blog Generation, Laterza, Roma-Bari, 2005. Un approfondimento in materia è offerto da Carlo Baldi e Roberto Zarriello in Penne Digitali – dalle agenzie ai blog: fare informazione nell’era di internet, Centro Documentazione Giornalistica, Roma, 2005 (da questo libro è nato il blog “Penne Digitali”, in un ideale “processo all’incontrario” che testimonia della possibile integrazione tra i vari strumenti multimediali e tradizionali).

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