Il citizen journalism sbarca sulla carta stampata

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24ore_com Il citizen journalism, ovvero l’informazione che parte dal basso, promossa e realizzata dai cittadini, esce dai confini neanche tanto ristretti del web e in particolare della blogosfera, per approdare finalmente anche alla carta stampata. Merito del Sole24Ore, che ha lanciato "Nova24", il primo settimanale dedicato a Scienza e Tecnologie aperto ai contributi di tutti. È la prima volta che accade una cosa del genere in Italia. Il progetto nasce da Beppe Caravita, Luca de Biase e Marco Magrini, "cybergiornalisti" esperti di internet e nuove tecnologie.

Chi voglia scrivere su Nova 24 può farlo inviando un’email alla redazione che valuta il pezzo sulla base dei sei requisiti di qualità, originalità, notiziabilità, disinteresse, verificabilità e limiti d’età dell’autore (età compresa tra i 16 e i 26 anni). Gli articoli ritenuti interessanti trovano pubblicazione sul settimanale cartaceo e, cosa altrettanto significativa, vengono retribuiti secondo il tariffario che il Sole24Ore applica ai suoi collaboratori.

La svolta potrebbe essere epocale: come accade nei blog, lo "statuto" di giornalista o meglio diciamo di "comunicatore esperto" viene esteso anche agli utenti appassionati di un settore, che legittimano la forza delle loro opinioni su un argomento sulla base dell’effettivo grado di competenza in quell’ambito disciplinare. Sul fronte internazionale anche le agenzia di stampa stanno accogliendo i benefici di questo fenomeno di "sensibilizzazione" del lettore: la Reuters ad esempio ha aperto sul suo sito una sezione dove è possibile inviare foto: le immagini che fanno davvero notizia vengono acquistate dall’agenzia di stampa.

redazione@pennedigitali.it

2 Risposte to “Il citizen journalism sbarca sulla carta stampata”

  1. marta Says:

    Iniziativa pregevole ma perchè mettere un limite di età? dopo i 26 anni sei vecchioper contribuire?

  2. Carlo Baldi Says:

    Effettivamente, cara Marta sono daccordo con te. Ma i cambiamenti si fanno, ancor più in Italia, con molta (fin troppa!) gradualità. Per arrivare anche da noi ad un esempio di citizen journalism come il coreano OhMyNews (www.ohmynews.com) ce ne corre.
    Grazie del commento, a presto!

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