Berlusconi Annunziata: un’intervista che fa notizia

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BerlannÈ domenica pomeriggio: brutto tempo quasi ovunque, la serie A sta per scendere in campo e su Raitre c’è un nuovo programma. È in diretta e segue la sfida elettorale con la formula dell’intervista a un personaggio, uno strumento offerto al pubblico, in particolare a quello votante, per potere affrontare con coscienza l’appuntamento elettorale. Sono trenta minuti di faccia a faccia tra un giornalista e un personaggio politico, domande e risposte su temi caldi e di interesse generale. L’equilibrio si rompe quando davanti alle telecamere in qualità rispettivamente di intervistatore ed intervistato si incontrano Lucia Annunziata e Silvio Berlusconi in virtù di quei paradossi tutti italiani per cui a meno di un mese dalle elezioni troviamo a confronto un ex presidente del consiglio di amministrazione della RAI (marzo 2003-maggio 2004) e l’ideatore delle reti televisive private in Italia.

Da una parte una giornalista professionista dal 1979, formatasi a “Il Manifesto” e a “La Repubblica”, penna poi anche per “Il Corriere della Sera”, direttrice per qualche mese (agosto-novembre 1996) del Tg3, dall’altra il leader di Forza Italia, attuale Premier e aspirante tale per la prossima legislatura. Lui la accusa di formulare domande tendenziose alla cui risposta non sembra essere interessata, motivo per cui è pronto ad abbandonare lo studio. La minaccia è più che mai concreta, visto che pochi minuti dopo Berlusconi se ne è effettivamente andato. “Lei mi ha domandato per quale motivo non c’è stato lo sviluppo dell’economia italiana. Se lei non mi fa rispondere io mi alzo e me ne vado”. Controbatte la Annunziata: “Lei non può usare simili parole, ritiri questa frase”, in uno scambio di battute degno di un grande drammaturgo. “Lei non può dirmi quello che devo fare, io posso dire quello che voglio. E lei non mi può negare di dire quello che voglio”. Allora la giornalista ricorda al suo ospite di essere lei la padrona di casa: “La trasmissione è mia e lei deve rispondere alle mie domande…” La controrisposta è netta: “Io sono un liberale e decido solo per me stesso. Se lei non mi fa parlare io la saluto, complimenti, lei ha illustrato bene come si comporta una persona che ha pregiudizi e che sta a sinistra. Le posso dire una cosa? Deve avere un po’ di vergogna per come si è comportata, arrivederla”. Berlusconi se ne va, la Annunziata sembra impietrita, di certo non capita tutti i giorni di vedersi scappare l’intervistato. Un vero e proprio teatrino, peccato che si tratti del nostro futuro politico, della nostra classe dirigente e del servizio di informazione pubblico.

chiara.ciardelli@pennedigitali.it

7 Risposte to “Berlusconi Annunziata: un’intervista che fa notizia”

  1. redazione Says:

    Ecco il link per guardare l’intervista online: http://www.raitre.rai.it/R3_popup_articolofoglia/0,6844,197^4431,00.html

  2. Visti da Lontano Says:

    Ancora sul match Berlusconi-Annunziata (14-3-2006)

    Penne Digitali da un giudizio molto caustico : “Un vero e proprio teatrino, peccato che si tratti del nostro futuro politico, della nostra classe dirigente e del servizio di informazione pubblico”.

  3. Carlo Baldi Says:

    Al di là delle interpretazioni di parte dei diversi schieramenti politici, è evidente che è un episodio (neppure tanto episodico) che non giova né al mondo della politica né tanto meno a quello del giornalismo. Soprattutto in televisione si sta imponendo un modello (o chiamiamola semplicemente un’usanza) che schiaccia sempre di più l’informazione sul piano della spettacolarizzazione: è un allarme che noi di Penne Digitali, ma anche molti saggisti del settore, stanno lanciando da tempo.

    Segnalo anche, nel nostro network di Blogosfere, un post del bel blog Visti da Lontano, che fa un’accurata panoramica delle risonanze sia nella blogosfera che sulla stampa estera:

    http://vistidalontano.blogosfere.it/2006/03/ancora_sul_matc.html

  4. Luca Says:

    Ad oggi mi sono seguito 35 faccia a faccia, 6 tribune politiche, 12 cicli di dibattiti sui sondaggi elettorali e pure la puntata di “Dammi il voto e non ti deluderò”, rubrica a cura dei giornalisti riuniti per spiegare le differenze tra la scelta di voto, il voto scelto ed il voto a rendere.

    Invece per la partita di andata Prodi-Berlusconi non ho trovato i biglietti in curva, così la seguirò da casa grazie alla RAI. C’era il pacchetto promozione “Faccia a faccia – Isola – San Remo” per soli 100 euro l’anno. Imperdibile.

    Le regole prevedono che chi riceve la nomination andrà sull’isola mentre chi resta presenterà San Remo edizione Gold.

    Bisogna dire che i nostri candidati si sono scontrati sui temi più disparati, sempre con una chiarezza d’intenti invidiabile.
    Si sono affrontate importanti tematiche sociali: dalla semplice “Fenomenologia del disoccupato oggi”, all’interessantissimo “Come riconoscere un lavoratore precario per strada”.
    Si è dibattuto su argomenti come “Pensionati, casalinghe e new-economy: privatizzare o no le panchine al parco?”
    Così come si è argomentato sul più sofisticato “Meglio un figlio frocio o laziale?” e la questione scolastica con “Istruzione e cultura nell’era di Calderoli”.
    Quello più avvincente, per chi come me è ancora indeciso sul voto, resta però il simposio su “Ricerca scientifica e tempo libero: possono coincidere?”

    Secondo me si, ma non mi ricordo più chi lo ha detto!

  5. redazione Says:

    Per leggere le dichiarazioni di Claudio Petruccioli, presidente della RAI, segnaliamo il seguente link:
    http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Politica&loid=1.0.345758134

  6. redazione Says:

    Giornalismo e comunicazione dell’informazione: due temi trattati da Giancarlo Santalmassi nell’intervista concessa a Luca Oliverio, Comunitàzione.

    “Ai miei studenti dico che la professione, anzi il mestiere di giornalista, non richiede nè martiri, nè vittime, nè missionari nè eroi. e l’atteggiamento migliore è quello di porsi di fronte un’asticella: scelta un’altezza (non eccessiva, nè in su nè in giù) proporzionata alle proprie forze, si deve pronunciare una sorta di giuramento: mai accetterò di passare sotto quell’asticella: perchè è lì, a quell’altezza, la mia soglia di decenza minima. e cercare di costruirsi le condizioni per riuscire a non scendere mai sotto”.

    Di seguito il link per leggere l’intervista:
    http://intruder-news.blogspot.com/2006/02/giancarlo-santalmassi-parla-di.html

  7. Natan Says:

    Non credo che sia un buon metodo dare alle proprie opinioni un’accusa Vs. la parte che si oppone, per questo Vi invito a riflettere: credo che bisogna ritrovare un pò di dignità per noi stessi e per chi ci circonda. Ritroviamo il rispetto delle cariche. il Presidente del Consiglio è una autorità che merita rispetto indipendentemente la rivestre! Non può sottostare a un’intervista paragonabile a un’aula di udienza con l’avvocato che accusa l’imputato! Vi prego esiste il rispetto, la giornalista per ben due volte nell’intevista stava dando del tu al presidente, ha detto che era a casa sua le domande le fa lei, che il PDC non si può permettere di dire che si alza e se ne và! Ora io non parlo a favore di Berlusconi ma alla figura del presidente del consiglio. La Libertà di pensiero, di parola di informazione non da diritto di mancanza di educazione, OK che stiamo vivendo un periodo in cui l’Italia è attraversata da una grande emergenza non è innanzitutto quella politica e neppure quella economica – a cui tutti, dalla destra alla sinistra, legano la possibilità di “ripresa” del Paese -, ma qualcosa da cui dipendono anche la politica e l’economia.
    Si chiama “educazione”. Riguarda ciascuno di noi, ad ogni età, perché attraverso l’educazione si costruisce
    la persona, e quindi la società. Come ha scritto Don Luigi Giussani nel suo libro Il Rischio educazione.
    Non possiamo dare ragione alla Sig.ra Annunziata solo perchè così siamo contro la destra o perchè appoggiamo la sinistra, siamo obbiettivi, bocciamo i comportamenti inconsulti!
    Quando mio figlio sbaglia e io lo richiamo un domani mi ringrazierà per averlo avvertito che si stava sbagliando.

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