La tecnologia al servizio della Pubblica Amministrazione

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HandCartelle cliniche “intelligenti” che eliminano gli errori, pratiche burocratiche “autoreferenti”, monumenti ed opere d’arte “dialoganti”, ma anche il patrimonio immobiliare e il parco veicoli dello Stato “dinamici”. A dare un nuovo colpo di acceleratore al processo di modernizzazione della Pubblica amministrazione italiana, introducendo le tecnologie RFID, Radio Frequency Identification, è il CNIPA-Centro Nazionale per l’Informatica nella PA che ha siglato oggi un accordo di collaborazione con il CATTID-Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza, dell’Università La Sapienza di Roma, per sperimentare e, quindi, valutare le effettive potenzialità e i reali benefici per l’Amministrazione pubblica delle nuove applicazioni RFID, che consentono identificazione e lettura a distanza di numerose informazioni contenute in una etichetta (tag), grande quanto un francobollo, con microprocessore ed antenna.

“Già a settembre il CNIPA aveva costituito un laboratorio sperimentale e successivamente un apposito gruppo di studio per esplorare le nuove frontiere aperte dalla tecnologia RFID per dare alla Pubblica amministrazione strumenti sempre più avanzati al fine di migliorarne l’efficienza e la gestione”, ha detto Livio Zoffoli, presidente del CNIPA, il quale ha poi spiegato che “la sperimentazione con il CATTID è mirata alla verifica dell’efficacia degli strumenti per definire requisiti, modalità di test e applicazioni che possano poi essere suscettibili di effettiva e proficua utilizzazione all’interno della Pubblica amministrazione, cui il CNIPA fornirà anche la relativa consulenza”.

Gli apparati RFID sono comparsi sulla scena più di dieci lustri fa e le prime applicazioni civili sono state nella logistica. Ma grazie ai progressi tecnologici degli ultimi anni, sono notevolmente migliorate le funzionalità, si sono ridotte drasticamente le dimensioni ma, soprattutto, si sono abbassati in modo considerevole i costi, dando così la stura ad applicazioni sempre più vaste.

Una etichetta RFID memorizza una vastità di informazioni che, via radio, vengono riversate ad un ricevitore, posto su un apparato, un palmare o su un telefonino. E, viceversa, un dispositivo portatile “dialoga” con persone e cose su cui è stata applicata la “tag”. Così una infermiera entrando nella stanza di un degente potrà prelevare dal carrello solo i farmaci previsti dal “dialogo” con la cartella clinica digitale del paziente; un turista avvicinandosi ad un monumento o ad un’opera d’arte disporrà delle informazioni relative nella lingua predefinita; un veicolo del parco mezzi pubblici potrà avere accesso a determinate aree, prelevare carburante, usufruire di determinati servizi senza adempimenti e burocrazie; la gestione delle biblioteche diventerà molto più efficiente, rapida  e sicura; le pratiche d’ufficio una volta etichettate saranno trattate ed archiviate in modo quasi automatico. E sono solo alcune delle innumerevoli applicazioni che possono derivare dalla tecnologia RFID.

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