Penne Digitali intervista Alessandro Poli

by

<p><p><p><p><p><p><p><p><p>Penne Digitali – Fare informazione nell’era di Internet</p></p></p></p></p></p></p></p></p> <p>

Demian
A Napoli Comicon, il salone internazionale del fumetto e
dell’animazione, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Alessandro Poli, una
delle talentuose firme della scuderia di Sergio Bonelli Editore, che pubblica gli albi di icone del fumetto italiano come Tex e
Dylan Dog. Poli è il copertinista di Demian, una nuova serie che arriverà in
edicola il prossimo mese di maggio. Con lui abbiamo discusso del futuro del
fumetto, anche alla luce dell’avvento di Internet e dell’uso delle nuove
tecnologie, oltre ad approfondire alcune peculiarità di un mestiere
affascinante e creativo come quello del disegnatore.


<p><p><p><p><p><p><p><p><p>Penne Digitali – Fare informazione nell’era di Internet</p></p></p></p></p></p></p></p></p> <p>

Partirei subito dalla notizia più succulenta presentata
dallo stand Bonelli qui al Comicon, quella del lancio di un nuovo fumetto,
Demian, di cui Alessandro Poli sarà il copertinista e che sarà nelle edicole
dal mese di maggio. Un’iniziativa coraggiosa perché, come afferma lo stesso
Sergio Bonelli, il mondo non solo del fumetto, ma dell’editoria italiana in
generale, sta attraversando una fase di grande crisi… 

«È vero, il mercato, da anni, è in una fase di
instabilità, ma la Casa Editrice, che investe sempre nel futuro, sta provando a
percorrere con Brad Barron (e ora con Demian) una nuova strada, ovvero quella
di presentare delle miniserie con personaggi che aprono e chiudono un ciclo.
Una serie a scadenza definita, ma anche più corposa, che consente di proporre
temi originali da sviluppare in un tempo più limitato che non nelle serie
aperte».

Il fumetto bonelliano inaugura per la prima volta una
serie di albi dedicata al genere noir francese. La storia sarà ambientata
infatti in un’affascinante Marsiglia. Vorrei chiederle come nasce l’idea di
questa ambientazione e se il personaggio protagonista ha un suo referente reale
che ha dato il volto a Demian un po’ come avvenuto sia per Tex che per Dylan
Dog.

«Penso che l’idea dell’ambientazione possa spiegarla
meglio il creatore della serie: Pasquale Ruju. Quanto al volto del personaggio,
il riferimento di partenza era l’attore Vincent Perez. Poi però ho cercato di
rielaborarlo in maniera personale. Il riferimento serve al disegnatore per
avere indicazioni più tangibili di quelle a parole. Però poi è attraverso i
disegnatori dello staff che i personaggi assumono la loro definitiva
personalità».

Come nasce la sua vocazione per il fumetto e cosa
consiglierebbe a chi ha la passione per questo mestiere e vorrebbe
intraprendere la carriera di disegnatore?

«La mia passione per il fumetto è scattata come penso
per tutti fin dall’infanzia: da bambini c’è chi gioca con i soldatini e chi con
i fumetti; la mia generazione occupava parecchio tempo con la lettura dei
fumetti e il passatempo di provare a ricopiare e disegnare i propri eroi
preferiti, come Tex o Zagor. A me è rimasta questa passione e l’ho portata
avanti. A coloro che iniziano – ma anche io in effetti mi ritengo agli inizi
della mia carriera! – posso solo consigliare di mantenere la passione e il
desiderio di andare avanti: credo siano le doti più importanti quelle che ti
fanno superare tutti i piccoli e grandi ostacoli che si possono incontrare
lungo il cammino. Come diceva il grande Magnus, “più fai più vai”!»

Penne Digitali è un format web – blog e radiofonico – che
si interessa a 360° del fare informazione e della scrittura, in particolare
dell’impatto delle nuove tecnologie. Qual è la sua posizione riguardo
l’approccio alle nuove tecnologie e alle innovazioni che hanno apportato nei
lavori creativi?

«Sicuramente l’avvento delle nuove tecnologie ha portato
innovazioni positive. Intanto ha dato la possibilità ad autori, scrittori e
quant’altro di avere accesso a Internet, che è un’enorme biblioteca alla quale
attingere. Se poi il fenomeno del fumetto avrà un’evoluzione di diffusione
grazie a Internet, sinceramente non lo so. Quando sarà possibile per i lettori
scaricare i fumetti dalla rete, sarà una cosa non certo negativa se riuscirà a mantenere vivo l’interesse per il
fumetto. Se poi il fumetto su carta è destinato ad avere un uso più limitato…
Questo penso lo decideranno i lettori; l’importante è che resti l’interesse per
la comunicazione che può dare il fumetto, il racconto disegnato. Già oggi si
trovano molti fumetti in rete: è un approccio nuovo, i giovani d’oggi stanno
maturando una dimestichezza tale col computer che cambierà le modalità di
lettura. Io spero solo che il fumetto continui a suscitare passione anche nelle
nuove generazioni».

Quale può essere il futuro del fumetto italiano tra
innovazione e rispetto della sua tradizione? E qual è il suo giudizio su
Comicon, rassegna ormai giunta all’ottavo anno e che ha calamitato l’attenzione
di un pubblico numeroso?

«Sul futuro del fumetto non ho abbastanza cultura
editoriale per poter profetizzare un destino. D’altronde sono poi i lettori che
decidono le sorti di un personaggio; è chiaro che gli editori sono sempre alla
ricerca della formula “magica” che possa incontrare il favore del pubblico.
Personalmente, credo che il futuro continuerà a riservarci dei cicli di alti e
bassi. Spero che, prima o poi, spunti un nuovo Dylan Dog, capace di dare una
scossa al mercato, o almeno personaggi e storie in grado instillare nelle nuove
generazioni l’attenzione per questo mezzo di intrattenimento che in Italia ha
il suo taglio particolare, popolare. Cosa, questa, che non ha certo impedito ad
autori e disegnatori italiani di esprimersi al meglio, producendo lavori
grandissimi: la destinazione non pregiudica la qualità, anzi la stimola.

«Per quanto riguarda il mio giudizio su Comicon, è la
prima volta che partecipo (in realtà è la prima volta che partecipo a una
mostra come autore…). E’ una bella manifestazione che spero venga sempre
promossa in questi termini. Mi sembra un’ottima occasione per i lettori di
vedere i disegnatori al lavoro, consentendo di mettere in contatto la persona
che decide di spendere i suoi soldi in quel fumetto con gli autori di quel
prodotto».

Io la ringrazio, do appuntamento anche ai nostri lettori
in edicola a maggio per il primo albo di Demian (nella foto ritratto con dedica
ai lettori di PenneDigitali!) e le faccio il mio personale “in bocca al lupo”.

«Grazie a lei. Saluto tutti i lettori del sito. E crepi
il lupo!» 

carlo.baldi@pennedigitali.it

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: