Anthony DeCurtis e le sue star

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DecurtisProponiamo un’intervista al giornalista esperto musicale Anthony DeCurtis ad opera di Devlin Smith. Il pezzo è uscito su www.interference.com. DeCurtis, critico musicale e noto giornalista americano, collabora da anni con la rivista “Rolling Stones” ed è stato impegnato, in qualità di esperto musicale, in programmi tematici delle emittenti MTV e VH1. Laureato in letteratura americana, ogni anno tiene un corso di scrittura creativa presso l’Università della Pennsylvania. Ha recentemente pubblicato il libro “In Other Words: Artists Talk About Life and Work”, una raccolta delle sue migliori interviste a personaggi della musica e dello spettacolo. Ciccando sul link troverete l’intervista, liberamente tradotta a cura della redazione di Pennedigitali.

Decurtis_copertina_libro “Non posso dire che ci sia stata un’unica motivazione a spingermi a pensare e a desiderare di diventare giornalista; si trattò più di una serie di motivazioni. Peso rilevante per me ebbe nel 1992 l’intervista di Kim Neely a Axl Rose, pubblicata dalla rivista “Rolling Stones”. Neely riuscì a fare parlare Rose, fino ad allora riservatissimo, della sua difficile infanzia, delle tensioni interne al gruppo e del ruolo del suo personaggio. Mi ricordo di avere letto quell’intervista alle superiori, nell’ora di scienze, e di avere sentito paragrafo per paragrafo rafforzarsi in me il desiderio di diventare un giorno giornalista esperto musicale. Volevo essere io quello che faceva le domande”. Negli anni dell’adolescenza Anthony DeCurtis ha più volte vissuto quella sensazione, leggendo riviste musicali e sfogliando tra le pagine dedicate alle interviste a grandi nomi della musica, quali i Rolling Stones e John Lennon. “Mi ricordo ancora delle interviste che lessi da ragazzo su “Rolling Stones”. Cercavo un posto tranquillo per leggere e assorbire ogni parola”.

Indubbiamente oggi DeCurtis è un vero e proprio modello per la prossima generazione di giornalisti esperti musicali, grazie ai suoi numerevoli contributi, pubblicati, tra le altre testate, anche da “Rolling Stones” e dal “New York Times”, un lavoro di cui si può avere un selezionato assaggio nella sua recente pubblicazione “In Other Words: Artists Talk About Life and Work”.

“In Other Words” raccoglie 39 interviste a cantanti, artisti ed attori, compresi Bono, Johnny Cash e Bruce Springsteen. Più che una mera raccolta di pezzi a cura di DeCurtis, il libro affronta quello che il giornalista definisce «l’arte dell’intervistare». “Volevo dare vita ad una raccolta di interviste, qualcosa che piacesse davvero prima di tutto a me, che facesse venire voglia anche a me di leggere questo libro”. Nella scelta dei pezzi da includere nel suo volume, l’autore dichiara di avere seguito unicamente il suo istinto e le sue preferenze personali. “Semplicemente penso di avere scelto le interviste che, tra tutte, ritengo le migliori”.

In “In Other Words” il noto cantante Bono trova spazio in due diversi capitoli: nel primo, dal titolo “I valori familiari di Cash”, e nel sesto, “La vita spirituale”. L’intervista su Cash per “Rolling Stones” fu un tributo postumo all’artista, morto nel 2003. Inserire questo pezzo nel capitolo su Cash, a detta di DeCurtis, “significa poco più di una breve nota a margine, giusto un paio di citazioni che desideravo ci fossero”. L’altro contributo su Bono è un’intervista al cantante commissionata da Beliefnet.com, un sito interamente dedicato a tematiche di spiritualità e fede. “Ho avuto l’occasione di evidenziare il legame tra le sue credenze religiose ed il suo attivismo e quanto forte sia questo legame”. DeCurtis è convinto che la sua prima intervista a Bono, pubblicata da “Rolling Stones”, abbia rappresentato il precedente significativo affinché Beliefnet.com gli assegnasse il lavoro. “Ho dato vita al mio primo importante contributo politico per “Rolling Stones” proprio scrivendo dell’operato di Bono e penso che l’artista l’abbia apprezzato, tanto da concedermi – cosa piuttosto inusuale – un’intervista interamente incentrata sulla sua vita religiosa”. Il giornalista si dichiara piuttosto orgoglioso di questo specifico pezzo, frutto di una conversazione telefonica con l’artista, durata in tutto una mezz’oretta, contro le interviste faccia a faccia di circa due ore effettuate normalmente per “Rolling Stones”. “Penso che ciò che affascina maggiormente di Bono sia il suo essere in un «work in progress» davvero continuo. Egli stesso si vede così. Personalmente mi hanno colpito i sentimenti che lo animano in materia di spiritualità: conflitto, ambivalenza e credenza. Mi sono trovato ad essere sinceramente coinvolto dalle sue parole”.

Un’altra intervista, raccolta nel volume “In Other Words”, che ha lasciato il segno per DeCurtis è stata quella a George Harrison. “Per me si è trattata di un’esperienza davvero ricca da un punto di vista emozionale”, ha affermato. Come descritto anche nell’introduzione al secondo capitolo, “Incontro con i Beatles”, fu difficile per il giornalista riuscire a rintracciare Harrison e fissare l’intervista, tanto che, alla fine, riuscirono ad accordarsi per il giorno stesso in cui parlarono. Nonostante le difficoltà per organizzare l’incontro e per riuscire a mantenere viva la conversazione, il pezzo uscì veramente bene e DeCurtis poté annunciare in anteprima che l’artista stava lavorando ad un nuovo album”. “I Beatles e gli Stones mi furono riconoscenti ed è proprio per questo che faccio questo lavoro. Sono loro ciò che mi spinge nell’attività giornalistica”.

Si tratta di un lavoro che gli piace e in cui eccelle, anche se DeCurtis non sembra troppo propenso a volerlo ammettere. “Penso di essere bravo in alcune cose – afferma – ci ho lavorato duramente e per molto tempo. Continuo ad impegnarmi nella tecnica, trovo di avere ancora molto da imparare”. Nonostante sia riluttante ad ammettere la propria bravura, il suo direttore dice di lui: “Non ci sono molte persone che mando volentieri al mio posto”.

Testo a cura di Chiara Ciardelli

chiara.ciardelli@pennedigitali.it

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