Il magico mondo del podcasting

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2459 Esce domani il libro “Podcasting che funziona. Crea la tua radio in Internet: oggi è facile ed economico” di Marco Traferri, edito da Apogeo. L’autore, animato da una passione viscerale per la comunicazione, si occupa di podcasting dal gennaio del 2005, quando fondò con la musicista Giovanna Piccioni “Da Capo a Fine”, blog e podcasting di musica colta. Successivamente si è impegnato in altri due progetti: “Zubar” sul mondo jazz e “A Scuola di Piano”, podcasting che porta in rete lezioni di pianoforte tenute da docenti di conservatorio ai loro migliori allievi. In seguito alla sua esperienza diretta con il podcasting, Traferri ha deciso di scrivere questo libro “perché chiunque possa familiarizzare con questo nuovo modo di comunicare e possa, in poco tempo, imparare ad ascoltare e produrre podcast”. Per capire meglio il fenomeno del podcasting e il punto di vista dell’autore, Pennedigitali lo ha intervistato.


Traferri Che cos’è il podcasting?

“Podcasting significa "trasmissione per l'iPod". È un nuovo modo di "fare radio" via Internet, di veicolare contenuti multimediali in ogni luogo della terra. Grazie al podcasting ognuno può crearsi la propria "radio" e ritagliarsi la propria fetta di ascoltatori, condividendo interessi e passioni”.

Quali sono le sue potenzialità?

“Enormi. La sua accessibilità consente a chiunque di realizzare trasmissioni audio in poco tempo e di distribuirle ovunque con molta facilità. Sempre più persone e sempre più imprese iniziano a utilizzare il podcasting per comunicare: molti lo utilizzano per parlare delle proprie passioni; altri, come le imprese, per tenere informati i propri clienti”.

Ad oggi, quali ti sembrano i principali punti di forza di questa tecnologia?

“Innanzi tutto direi l’accessibilità, grazie ai costi di avvio bassi e alla semplicità di utilizzo. Non meno importante è il fatto che le trasmissioni raggiungono potenzialmente chiunque e possono essere ascoltate ovunque nel momento più opportuno per l’ascoltatore. Sottoscrivendo il cosiddetto feed è direttamente la trasmissione a visitare l’utente interessato”.

E la più grande debolezza?

“È uno strumento di comunicazione giovane e con opportunità di business ancora poco sviluppate. Data la sua accessibilità il podcasting, come il blog, è spesso fatto da persone che lo utilizzano per gioco e quindi di iniziative valide sotto il profilo informativo, perlomeno in Italia, non ce ne sono ancora tantissime”.

È uno strumento utile per fare informazione?

“Può essere molto utile per fare informazione. Occorre tuttavia saperlo utilizzare. Inutile, per esempio, proporre notiziari flash in podcasting, più volte al giorno come fanno alcuni. Per ascoltare notiziari flash basta accendere la radio e sintonizzarsi su una delle tante frequenze disponibili. Io credo invece che occorra utilizzare il podcasting per informazione di approfondimento.

Il podcasting, lo spiego anche nel libro, può andare a colmare tutte quelle nicchie di interesse che i media  tradizionali, sempre alla ricerca di sponsor e quindi di audience, debbono per forza trascurare. Lì, il podcasting può essere molto efficace. Io l'ho sperimentato nel mio piccolo. Da “Capo a Fine” fa informazione musicale di nicchia, si occupa cioè solo di musica classica. Nello scorso mese di gennaio abbiamo avuto oltre 18.000 ascoltatori. Se avessimo fatto informazione generalista, non ci avrebbe calcolato nessuno. Ce n'è già troppa in giro”.

Chi è il podcaster?

“Uno che ama comunicare e che grazie al podcasting trova canali di espressione altrimenti impraticabili. Uno che solitamente ha delle passioni e che cerca di condividerle”.

Nella tua esperienza di podcasting, che tipo di rapporto ci può essere tra il podcaster e l'ascoltatore?

“Il podcasting, pur essendo una tecnologica che non consente dialogo, se abbinato al blog può produrre interessantissimi scambi di opinione e addirittura la nascita di vere e proprie comunità che ruotano attorno ai temi stessi di cui si occupa il podcaster. Da Capo al Fine, con cui collaboro, conta ormai, dopo 13 mesi di attività, numerosissimi ascoltatori che, oltre a seguire le trasmissioni, interagiscono con noi scrivendoci, commentando e fornendo suggerimenti.

L'ascoltatore di un podcast è molto esigente. Si aspetta di trovare nel podcast quelle competenze e quella specificità che nei normali mezzi di comunicazione non  troverebbe mai”.

Podcast, blog e citizen journalism: trovi che ci sia un filo comune?

“Senza dubbio. Il podcasting, come il blog, consente a chiunque di esprimersi. È a tutti gli effetti informazione e comunicazione che viene dal basso. Sono sicuro che grazie al podcasting, come è accaduto e sta tuttora accandendo col blog, molti validi talenti avranno l'opportunità di emergere e di ritagliarsi lo spazio che meritano”.

Per stabilire un punto di contatto con i suoi lettori e con chiunque sia interessato al tema del podcasting, Marco Traferri ha aperto un blog (http://podcastingchefunziona.wordpress.com) per raccogliere spunti, opinioni, critiche e suggerimenti.

Intervista a cura di Chiara Ciardelli

chiara.ciardelli@pennedigitali.it

3 Risposte to “Il magico mondo del podcasting”

  1. Fandorin Says:

    Scusate se non c’entra nulla:
    ma ve vi capita di scrivere sul modo di fare dei giornalisti italiani, per la serie “copiare da internet”, qui trovate del materiale utile:

    http://poganka.splinder.com/post/7240687

  2. Roberto Says:

    Caro Fandorin, la tua segnalazione si commenta da sola o meglio, chi ha copiato si presta a determinati giudizi. In ogni caso, ti ringrazio per averci segnalato il link. Ciao

  3. Redazione Says:

    Di Marco Traferri e Giovanna Piccioni e delle loro iniziative si continua a parlare online, per saperne di più http://radio.simplicissimus.it/2006/08/radio_simplicis.html

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