Presspubblica.it compie due anni

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Presspubblica(di Charles Foster Kane) La sfida ormai è partita e va avanti, ma riuscirà a sciogliere i nodi che il pianeta internet continuamente chiede di affrontare? Al secondo compleanno, la nuova sfida all’orizzonte è un percorso di crescita, il ‘decentramento dell’informazione’, la parola offerta a tutti, il web giornalismo ‘dal basso’  in cui la distanza tra gli autori ed i lettori è ridotta al minimo e spesso si annulla … "don’t hate the media, be the media" e "every citizen is a reporter".

Centralità o decentramento: sarà o non sarà? ‘That is the question’: i dilemmi e i nodi che le nuove tecnologie chiedono di affrontare sono molti e riguardano sia l’aspetto più materiale, e cioè la scelta delle tecniche adottate, sia la definizione dei nuovi rapporti che si potrebbero creare all’interno delle comunità.

Presspubblica.it è nata, ormai due anni fa (il 4 febbraio 2004), come sfida per creare una comunità di individui con lo stesso interesse, il piacere di informare e comunicare, espresso in tutte le sue possibili forme: attraverso articoli, commenti, recensioni, racconti, ma anche immagini, video, vignette, ecc.

La sfida è stata raccolta e sta dando i suoi primi veri frutti. Consideriamo di “grande valore”, infatti, gli ultimi obiettivi conseguiti insieme:

  • abbiamo superato la soglia dei 350.000 utenti (un numero che cresce in modo esponenziale ogni giorno!!!)

  • il sito ha vinto il Premio Web Italia 2005 nella categoria ‘Informazione-Editoria’ come sito più votato dal pubblico, una soddisfazione che rende merito a quanti hanno creduto in questo progetto.

Oggi, però, abbiamo bisogno di dare nuova linfa alla struttura, abbiamo necessità di vitalizzarla con l’introduzione di altre sfide.

Un primo passo sarà un lifting del sito che prenderà una nuova veste, pur rimanendo solidamente attaccato alla sua struttura portante. Un restyling che apporterà facilitazioni alla gestione del back office per l’aggiornamento delle pagine web, ma soprattutto nuovi servizi ed opportunità per tutti i lettori-collaboratori volenterosi.

Il secondo traguardo da conseguire è la registrazione della testata giornalistica di presspubblica.it che avrà come prima conseguenza una maggiore valorizzazione di tutti i nostri contributi. Per raccogliere le sfide dell’innovazione tecnologica, però, tutto questo non basta, c’è bisogno ancora di altro.

Non c’è un orizzonte, però, al quale far riferimento per comprendere i limiti e i campi di applicazione delle nuove tecnologie, quello che ci si può attendere dal loro impiego di massa, su cosa puntare in un prossimo futuro anche, e soprattutto, su come tali innovazioni verranno adottate dagli individui. Queste incertezze si riverberano anche nel campo dell’informazione, della comunicazione, del giornalismo e segnano un percorso contorto, fatto ad ostacoli, che produce tentativi, prove, errori e ancora altri tentativi…

Di sicuro c’è l’arrivo di un nuovo giornalismo decentrato che si contrappone a quello delle firme eccellenti, prodotto nei luoghi privilegiati dell’informazione, sempre più stantio e legato al potere, imbavagliato, stereotipato, lontano mille miglia dalla realtà del paese, dalla vita della gente; e peggio ancora, quello degli ordini professionali, che alla galassia della legge 150 ha mostrato solo il volto corporativo e burocratico, impiegatucci che nulla hanno a che spartire con le ‘grandi firme’, con gli ‘opinion makers’.

La sfida che bisogna raccogliere è proprio questa. Un nuovo giornalismo tra pubblico e privato, un nuovo giornalismo "dal basso" come quello della galassia dei siti di indymedia.org, che, con lo slogan "don’t hate the media, be the media" (non odiarli, diventa ‘i media’), propongono un’informazione in cui la distanza tra gli autori ed i lettori è ridotta al minimo e spesso si annulla; oppure prendendo spunto dalla novità del ‘citizen journalism’ promosso da OhmyNews che diffonde la filosofia ‘Every citizen is a reporter’ (ogni cittadino è un reporter).

Occorre ripartire dunque ‘dal basso’ per reinventare l’informazione, attraverso l’impiego di mille taccuini, di mille piccole fotocamere piazzate in ogni luogo, di sensibilità di occhi e orecchie come particelle di una sola inquietudine in grado di offrire il Suo contributo, unico, la Sua versione dei fatti. Il valore aggiunto del decentramento della parola, non controllata e non controllabile, è incalcolabile.

Potrebbe nascere così una comunità di giornalisti P2P, attraverso la predisposizione di un sistema che impegni quotidianamente e in modo concreto ciascun individuo che intenda parteciparvi.

‘2 for WEEK’ potrebbe essere la campagna acquisti di presspubblica.it, per assoldare il maggior numero di persone disposte a dare il loro contributo.

2 contributi inviati ogni settimana al giornale per la pubblicazione potrebbero rappresentare un impegno minimo per ogni utente-redattore e un valore aggiunto per tutti di enorme portata.

Come l’arcaica società dei cacciatori-raccoglitori cooperava nella caccia e nella raccolta dei frutti affinchè ciascun membro avesse a disposizione il necessario, così dobbiamo operare noi, credendo nelle potenzialità della cooperazione che garantiscono sempre un risultato in positivo per tutti gli appartenenti al gruppo.

2 moltiplicato ogni redattore potrebbe portare ad un risultato settimanale strabiliante, che accrescerebbe in modo esponenziale il prodotto finale del giornale, apportando ‘frutta e caccia’ per tutti.

Raccogliamo quindi la sfida del futuro, quella delle news dal basso, del giornalismo fuori-dagli-albi, autoprodotto, ma proprio per questo “altro” e di più! (Fonte: Presspubblica.it)

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