Arriva dall’Inghilterra il pizzo on line

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Milliondollarhomepage Non siamo in Calabria e neppure in Sicilia ma in una tranquilla contea dello Wiltshire in Inglilterra. Eppure la notizia ha un suono familiare: imprenditore vittima del racket, non paga il pizzo e gli devastano l’azienda. Un banale fattaccio di cronaca se non fosse che tutto avviene nel non luogo della rete. La vittima è Alex Tew, un studente di 21 anni che non molti mesi fa si è creato un perfetto business da new economy: pixel in vendita sulla propria home page. Una semplice pagina web in vendita come fosse un muro, un dollaro per pixel per poter pubblicare annunci e pubblicità di ogni tipo. Il passaparola e i media hanno reso il sito di Alex (Milliondollarhomepage.com) un vero cult della rete. Tanto che neanche un mese fa lo studente britannico ha annunciato di aver raggiunto il suo primo milione di dollari, dopo solo quattro mesi di attività. Purtroppo il clamore sui media non ha portato solo popolarità al giovane collegiale.

I guai per Alex sono iniziati il 7 gennaio scorso quando ha ricevuto la prima e-mail minatoria, firmata da un certo “Dark Group”, con una richiesta di cinque mila dollari in cambio della protezione del sito. Il ragazzo non si scomposto e pensando fosse solo uno scherzo non si è neppure preoccupato di rispondere. Ma gli aguzzini non hanno mollato: un’altra lettera con una seconda richiesta, questa volta, di 50 000 dollari. Nemmeno le nuove minacce hanno ottenuto gli effetti desiderati, Alex non ha pagato e i ricattatori sono passati alla resa dei conti con un bombardamento di virus che ha reso le pagine web inaccessibili. “Non ho risposto a nessuno dei loro messaggi dato che non voglio dare loro alcuna soddisfazione e certamente non voglio dare soldi per il mio lavoro”, ha dichiarato Alex Tew alla BBC News.

Il provider inglese che ospita l’homepage ha immediatamente denunciato la cosa, ora al vaglio dell’Fbi e dell’unità anticrimine Hi-Tech della contea di Wiltshire Constabulary, e dotato il sito di un costosissimo sistema di protezione messo a punto per annullare violazioni di questo tipo. Ora tutto il traffico indirizzato verso Milliondollarhomepage viene filtrato da una società americana, la DDOSprotection.com, esperta nella gestione e risoluzione di attacchi simili. il sistema di protezione sembra funzionare e il sito è nuovamente accessibile al pubblico. Il ragazzo è stato vittima di una particolare aggressione informatica, detta “denial of service”, molto diffusa in questi giorni su Internet. Si tratta di un attacco sferrato contemporaneamente da più macchine verso uno stesso server in modo da consumare tutte le risorse del suo sistema e far si che il provider affoghi letteralmente sotto le richieste ricevute, risultando irraggiungibile. Si calcola che milioni di computer collegati alla rete, chiamati nell’ambiente pc zombie perché – come i morti viventi dei film horror – contengono un virus in grado di risvegliarli, siano usati dagli hacker come veicolo di questo tipo di crimini, ad insaputa dei loro legittimi proprietari. (grazie a S. M./LMN)

4 Risposte to “Arriva dall’Inghilterra il pizzo on line”

  1. Symon Says:

    Che cavolo c’entra la Calabria? Voi vivete in una favola?
    Chiedete scusa ai Calabresi e Siciliani se avete un minimo di pudore!
    Saluti

  2. Marco Morello Says:

    Gentile Simon,

    l’articolo è tratto da una fonte esterna e non è stato pertanto prodotto dalla nostra redazione.

    Non possiamo quindi effettuare tagli. Se comunque l’articolo ha offeso la sensibilità sua e di altri le scuse sono doverose. Credo comunque che la giornalista volesse intendere che Calabria e Sicilia sono salite alla ribalta delle cronache per cause di estorsione ma sicuramente il giudizio se negativo era esteso unicamente ai quei fatti e non alla popolazione delle regioni.

    Se vuole controbattere il nostro blog non conosce censure ed è aperto a tutte le voci.

    Cordialmente,

    Marco Morello
    Caporedattore http://www.pennedigitali.it

  3. Francesco Says:

    In effetti il riferimento alla Calabria e alla Sicilia si poteva evitare.. Io direi che in questi casi sarebbe opportuno “censurare” la fonte esterna!!

  4. Alessio Says:

    pare che ora è tornato online. Chissa se gli hacker russi, si metteranno a ricattare anche tutti gli emulatori di alex tew. Bah….

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