Eco: l’informazione necessita filtri. O perde di credibilità

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Eco Umberto Eco ce l’ha con Internet o almeno con i rischi portati dalla mole pressoché infinita di dati e notizie che essa può contenere. Il celebre scrittore italiano, a margine dell’inaugurazione del 500esimo anno accademico dell’Università di Urbino ha infatti affermato che “la cultura non è un accumulo di dati ma filtraggio. I media captano informazioni ma non le spiegano e sul Web una foglia che cade è come la morte di Cesare. Su Internet finiremo per avere sei miliardi di enciclopedie”.

Chiaro il riferimento ai blog o comunque alla personalizzazione individuale dell’informazione, che ha visto gli utenti diventare soggetti attivi e non più solo passivi. Già sulle pagine dell’Espresso Eco così si pronunciava nei riguardi di Wikipedia: “L’essere aperta alla collaborazione di chiunque presenta i suoi rischi, ed è accaduto che certe persone si siano viste attribuire cose che non hanno fatto e addirittura azioni riprovevoli. (…) Potrei essere così malizioso da andare a inquinare le voci riguardanti autori che mi sono antipatici, attribuendo loro falsi scritti, trascorsi pedofili, o legami coi Figli di Satana. (…) Il caso di Wikipedia è peraltro poco preoccupante rispetto a un altro dei problemi cruciali di Internet. Accanto a siti attendibilissimi fatti da persone competenti esistono in linea siti del tutto fasulli, elaborati da pasticcioni, squilibrati o addirittura da criminal nazisti, e non tutti gli utenti del Web sono capaci di stabilire se a un sito bisogna dare fiducia o meno”.

Si riafferma con prepotenza il ruolo di mestieri come quello del giornalista, il cui scopo è proprio la mediazione tra il fatto e le modalità in cui viene presentato e percepito. Un’operazione del genere è quantomeno proibitiva nella rete dove tutti hanno spazio e possono millantare qualsiasi bufala. Ma questa è solo la faccia oscura della medaglia, il lato perverso del Giano bifronte. Perché anche in Internet ci sono “cittadini” che si costruiscono l’attendibilità con il lavoro quotidiano. È una questione di attenzione e se permettete anche di intelligenza valutare con un minimo di spirito critico ciò che si legge. Anzi la rete rende facilissimi i controlli incrociati per giudicare le fonti e trovare riscontri. Se poi è più comodo non cercarli, questo è un altro discorso.

marco.morello@pennedigitali.it

3 Risposte to “Eco: l’informazione necessita filtri. O perde di credibilità”

  1. Carlo Baldi Says:

    Qui Eco sembra infatti dimenticare l’altra faccia del Pianeta Internet, portandoci alla luce solo le problematiche (peraltro serie) della sua “metà oscura”. Anche sotto il profilo enciclopedico, grazie alla facilità con la quale dotti e semplici appassionati di alcune discipline possono è possibile trascrivere le proprie nozioni in formato elettronico e mettere in piedi dei siti, sul Web è possibile reperire informazioni, documenti ed immagini che altrimenti sarebbe impossibile per un pubblico più ampio consultare. Quanto ai blog, possono essere veicoli di bufale ma anche smascherarle o realizzare veri e propri scoop come nel caso di Macchianera e dei famosi omissis del rapporto Calipari…

  2. daniele giovale Says:

    concordo, è ovvio che se dobbiamo fare un’analisi sulle pecche del mondo internet possiamo parlarne a lungo, però è anche vero che uno degli aspetti più positivi del web è la possibilità di far fruire a miliardi di persone informazione.
    nel caso di wikipedia, sicuramente tutto va verificato però l’idea di poter rendere accessibile a tanti una serie infinita di informazioni su questo e quell’argomento ha sicuramente più lati positivi che negativi.

  3. Roberto Zarriello Says:

    “Internet cambia le regole e e il cambiamento può far paura. Anche se opporsi a questa nuova era dell’informazione è inutile oltre che sbagliato”.

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