Sempre più sulla cresta dell’onda. Sono le Web Radio

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Radioalzozero_4 Le Web Radio sono un fenomeno in continua espansione. Oltre al loro numero sta crescendo anche la qualità dei programmi e la ricchezza dei contenuti. Si stanno insomma ponendo come valida alternativa alle emittenti tradizionali, un po’ come i blog nei confronti della carta stampata e dintorni. Per capire al meglio il fenomeno abbiamo intervistato Valerio Lo Monaco, direttore responsabile di Radio Alzo Zero.

ValerioCom’è nata l’idea di RadioAlzoZero?

“Dalla scoperta sulla propria pelle che la libertà è fittizia in altre realtà editoriali, quando legate al concetto di profitto o di politica.

Negli Stati Uniti i media in streaming sono una realtà enorme e altamente influente dal punto di vista della comunicazione. Peraltro attraverso il web arrivano messaggi a persone che non verrebbero raggiunte dagli altri media. Insomma: chi vuole dire qualcosa a chi naviga su Internet lo deve fare attraverso Internet stessa”.

Quali sono gli obiettivi che si prefigge, il suo target e la sua linea editoriale? Come viene finanziata?

“Informazione libera, cultura senza l’assillo dell’audience, altissima interazione con gli ascoltatori che, nel nostro caso, sono principalmente bloggers, studenti e liberi professionisti. Chi naviga su Internet ascolta RadioAlzoZero, perché si parla di lui. È la radio dei blog. Parola di Bloggers è la loro trasmissione.

La radio viene finanziata da me, dal lavoro volontario dei collaboratori e dai sostenitori che possono aiutarci in tantissimi modi”.

Che risposta ha ottenuto da parte del pubblico?

“Facilissimo rispondere, perché a differenza di altri sistemi di rilevazione empirici noi abbiamo il dato esatto: per ora 15 mila ascoltatori. Ai quali vanno aggiunti quelli che scaricano in podcast le trasmissioni che gli interessano e quelli che frequentano il razblog.net (il blog della radio) dove vi è interazione assoluta attraverso tanti sistemi. Chi entra nel blog, in pratica, entra in redazione con noi, sceglie temi, discussioni, trasmissioni e, in qualche caso le realizza anche in prima persona. Poi, c’è la community dei poeti, quella degli amanti della musica classica e della musica celtica e tante altre cose, con spazi e trasmissioni dedicate”.

Come vengono decise ed assemblate le varie trasmissioni? Come si articola il palinsesto?

“Ciò che è in onda lo decide l’ascoltatore, al quale chiediamo e offriamo interazione assoluta.

Quattordici notiziari, quattro ore dedicate ai bloggers e circa trenta altri format differenti con trasmissioni settimanali”.

Spostando il discorso su un piano generale, quale pensi possa essere il ruolo assunto dalle Web Radio nello scenario mediatico attuale?

“È inutile fare stacchetti tipici da radio di provincia o trasmissioni che vogliono copiare ciò che già c’è in Fm. Sono convinto che il vero senso di una Web Radio sia quello di mettere in contatto gli ascoltatori. Ecco: deve avere il ruolo di aggregatore,  e non uso il termine a sproposito”.

Pennedigitali300x300_3Sempre a proposito di trasmissioni radiofoniche e di Radio Alzo Zero approfittiamo di questa interessante intervista per annunciarvi che “Penne Digitali” tornerà davanti ai microfoni a partire da metà febbraio con dodici nuove puntate assolutamente da non perdere. Vi terremo informati tramite queste pagine.

marco.morello@pennedigitali.it

2 Risposte to “Sempre più sulla cresta dell’onda. Sono le Web Radio”

  1. ar Says:

    Gentile ……..,
    vorrei segnalare un fatto che si può definire solo con una parola: SCANDALO!

    Mi riferisco alla travagliatissima cessione del Parma FC, il quale è in attesa di essere acquistato da ben 7 mesi, in un valzer continuo di proroghe, personaggi di dubbia serietà, silenzi, voci, smentite e quant’altro.

    Questa situazione ha messo in allerta anche il Comune di Parma, nella persona del Sindaco Ubaldi, il quale ha auspicato tempo fa che tale vicenda giungesse al termine, ovviamente rimanendo inascoltato.

    La squadra, com’è ovvio, risente di questa situazione di incertezze, è minata psicologicamente (e lo si nota nella prestazione durante la singola partita), si sente abbandonata, non conosce il proprio futuro.
    La tifoseria crociata, da sempre nota per la propria correttezza che la distingue da ben altre piazze, ha reagito con la consueta signorilità, limitandosi a civili proteste, cioè una manifestazione e cori durante le partite. Ma la situazione è diventata insostenibile per tutti noi.

    Ci siamo rivolti anche al Governo con un’interrogazione parlamentare al Ministro Scajola (presentata ieri, giovedì 26/01), il quale nemmeno si è presentato ma ha delegato qualcun’altro (una onorevole del ministero della pubblica istruzione…) che ovviamente non ci ha fornito ALCUNA risposta, dicendo solo che “hanno dato piena fiducia a Bondi”.
    Essendo stati ignorati anche dal Governo, cosa dobbiamo fare? Le domande sono molte, così come i punti oscuri e il dubbio che ci sia sotto qualcosa di troppo grosso, qualcosa che va ben al di là della semplice cessione del Parma FC.

    Se non ci acquistano entro aprile, falliremo? Vogliono farci fallire per acquistarci a un prezzo minore? Qualcuno ha interesse a vederci in B, o magari in C1? Perchè Bondi non si pronuncia? Perchè queste continue proroghe? Chi trae vantaggio dal depauperamento e dal conseguente fallimento del Parma FC?

    Spero vogliate prendere in considerazione la nostra richiesta di aiuto. Non sappiamo più a chi rivolgerci, e siamo ormai in piena emergenza da quando questa tortura ha avuto inizio, due anni fa.

    Ringraziando anticipatamente per l’attenzione accordatami porgo distinti saluti.


    ok?

  2. daniele giovale Says:

    completa solidarietà, pur da tifoso di ben altra squadra, agli amici di parma; leggendo un pò varie fonti, la situazione del parma calcio sta assumendo aspetti ridicoli, sembra proprio che si aspetti o la retrocessione sul campo (cercando di portare la squadra all’esasperazione) o se invece i giocatori dovessero farcela a non iscriverla, così poi le offerte arriveranno, credo che parma e la sua gente non meriti questo.

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