“Scrivere per il Web”: cronaca del seminario di Ancona

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Luca_de_biaseNella prestigiosa cornice del Teatro delle Muse di Ancona, grazie all’organizzazione dell’ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online, oggi si è svolto il seminario “Scrivere per il Web” tenuto da Luca De Biase. A pochi minuti dalla fine dell’incontro, vi proponiamo la cronaca dell’evento svoltosi nella mattinata.

Il noto giornalista ha incominciato il proprio intervento occupandosi di cosa stia succedendo recentemente nel mondo di Internet, considerando l’evoluzione dell’online nell’ultimo decennio anche in base alla propria esperienza personale. Per molti il World Wide Web è ormai parte integrante della quotidianità, esattamente come potere usufruire del telefono o dell’acqua calda nelle proprie case. Internet è divenuto negli anni lo spazio dove, con un’incredibile facilità, ognuno può sentirsi chiamato a dire la sua, ad esempio con un blog personale o di informazione. Si evidenzia come non si possa più targettizzare il pubblico in base ai diversi interessi, ma, piuttosto, come sia più utile e realistico distinguere tra un pubblico passivo, che aspetta di ricevere le notizie, ed uno decisamente attivo, che cerca le informazioni, le commenta e ne aiuta la veicolazione. Il giornalista online si rivolge principalmente a questo pubblico come proprio interlocutore, un insieme di menti critiche che richiedono un servizio da parte di chi si occupa di informazione in modo professionale. Da un rapporto di tipo gerarchico con i lettori si è passati al dialogo, una vasta conversazione che coinvolge attivamente giornalisti e utenti, in uno scambio di punti di vista e visioni che non può che arricchire tutte le parti in gioco. Chi vuole fare informazione, di fatto, non può che divenire un vero e proprio artigiano, che, di volta in volta, deve prendere in considerazione i nuovi strumenti tecnologici e le possibilità aperte ed offerte dall’uso di questi.

Luca De Biase si è trovato per la prima volta ad intuire le enormi potenzialità del World Wide Web nel 1993, quando ebbe la necessità di reperire un documento dell’ONU, praticamente introvabile altrimenti. Un amico, in una specie di scantinato, gli aprì le porte a quello che oggi si può davvero definire un nuovo mondo. Da allora il suo è stato un ricco percorso alla scoperta di uno strumento che ha sempre considerato rivoluzionario. Tra il ’93 e il ’95 imparò ad usare l’HTML e aprì un sito. In seguito gli venne chiesto di occuparsi della costruzione del Website di Panorama, in un’epoca in cui per un settimanale essere online significava una scommessa tecnologica dai toni decisamente futuristici. Erano gli anni in cui c’erano circa 150 mila persone connesse a una velocità di circa 2 Kb, un pubblico di utenti per cui ogni foto da caricare era quasi un dispetto. Si trattava però anche di quel periodo in cui il mondo finanziario agevolò quelle grandi speculazioni che portarono alla famosa bolla della fine degli anni ’90. La vera nascita di Internet, la rete che conosciamo oggi, è stata possibile quando è venuto meno il criterio di giudizio per cui il Web era da ritenersi interessante perché rendeva soldi. Oggi si scopre che il pubblico è proprio lì, nel World Wide Web. Sei milioni di Italiani si informano su Internet e il numero di persone che si informano online è pari a quello di chi legge regolarmente i giornali. Decisamente la storia è cambiata: non si lavora più in rete per andare in borsa, bensì per il pubblico e le sue necessità di informazione. Abbiamo vissuto un decennio di clamorosi cambiamenti: dieci anni fa molto di ciò che oggi consideriamo di uso quotidiano semplicemente non c’era, come nel caso dei telefoni cellulari. Per molti si tratta di un contesto di vero e proprio declino, De Biase piuttosto crede che si tratti di una trasformazione sociale e culturale profonda, che necessariamente porta vantaggi per alcuni e svantaggi per altri. Si tratta di una fase di passaggio, un’epoca in cui ci sono strumenti che rendono possibile ciò che solo dieci anni fa era a mala pena ipotizzabile. Gli strumenti stessi non sono neanche più messi in discussione: pubblicare il proprio pensiero online oggi è di una semplicità quasi banale e ciò ha facilitato il grande boom del fenomeno dei blog. La questione di reale interesse non è più sugli strumenti, bensì sul contenuto. Cosa distingue un giornalista da chiunque decida di fare comunicazione? Di certo la differenziazione non è legata, né può esserlo, al possesso o meno del tesserino, senza volere entrare nel merito del dibattito in proposito. Chi fa comunicazione è fedele alla fonte del messaggio da veicolare, chi, invece, fa informazione è fedele al pubblico: i giornalisti sono nella testa del pubblico, al servizio degli utenti a cui si rivolgono e nei confronti dei quali si prendono le proprie responsabilità. Lavorano per un pubblico che oggi in rete ha dimostrato e dimostra quotidianamente un modo di porsi decisamente attivo. Non si aspetta l’informazione, la si richiede, la si va a cercare e la pubblica, magari in un blog, strumento che aggrega tutti gli interessati in una vera e propria conversazione, un dialogo aperto sul mondo di link in link, di commento in commento. Si tratta di un’interazione che si è man mano andata a sostituire con il vecchio modello gerarchico di potere, che poneva su piani chiaramente distanziati chi faceva informazione e chi ne usufruiva. La relazione di potere online è completamente diversa, perché le risorse sono a portata di tutti, o quasi. Ad esempio, Google ha una rilevanza di gran lunga superiore al sito di una qualunque persona, ma, se in rete non ci fossero milioni di piccoli Website, Google non avrebbe nemmeno motivo di esistere. Sappiamo che il blog di Beppe Grillo ha un numero di visitatori maggiore rispetto al Sole 24 Ore: è la dimostrazione pratica che ciò che conta è il servizio offerto e quanto questo sia dalla parte del pubblico. Il giornalista diviene l’artigiano che, con i moderni strumenti a sua disposizione, ha la responsabilità di scrivere per il pubblico, di mettersi a disposizione di tutti coloro che sono interessati a reperire informazioni in modo attivo. Cresce quotidianamente l’importanza dell’uso del Podcast e la necessità di completare l’attività online con i dovuti link di qualità, anche se questi portano i lettori a navigare su altri siti. Il pubblico non può che riconoscere la lealtà di chi lavora in sua funzione.

chiara.ciardelli@pennedigitali.it

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Una Risposta to ““Scrivere per il Web”: cronaca del seminario di Ancona”

  1. Andrea Belluchoni Says:

    selo metta in contatto con per favore!!!

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