Mentana, basta con il copia e incolla

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Mentana Si è svolto ieri mattina a Roma un dibattito con protagonista Enrico Mentana che ha discusso di temi legati al mondo della comunicazione nell’ambito di “2 ore con”, manifestazione organizzata da Enel, Ferpi e Poste Italiane. Si è parlato anche di nuove tecnologie e di come esse abbiano rivoluzionato il modo di concepire il mestiere del giornalista. L’ex direttore del TG5 ha invitato i presenti a non dimenticare le modalità tradizionali di esercizio della professione estendendole anche ai new media. La redazione di questo blog era presente all’incontro per voi e di seguito riportiamo in breve alcuni passaggi significativi.

"I giornalisti hanno sostituito al background e all’esperienza Google. Oggi ci si affanna a cercare un numero sempre maggiore di dati ma si dimentica di filtrarli attraverso una filigrana intellettiva… Quella che io chiamo la <<generazione Google>> deve recuperare lo spirito critico, non limitarsi ad attività di copia e incolla. Il giornalista pigro si limita a citare, quello attivo cerca di fare dei passi in avanti, di confrontare le opinioni senza abbandonarsi alle dietrologie… Il problema delle nuove leve del giornalismo è che oggi vogliono prima scrivere e poi imparare. E questo è un grosso errore… Il vero giornalista deve possedere in tutto tre caratteristiche: ampiezza di cultura, interessi e curiosità. E operare con dignità e coscienza".

redazione@pennedigitali.it

5 Risposte to “Mentana, basta con il copia e incolla”

  1. daniele giovale Says:

    non sono un ammiratore di mentana, forse proprio perchè cerco spesso di utilizzare la filigrana intellettiva e quindi trovo spesso le sue trasmissioni discutibili; però è indubbio che il suo intervento riportato lo trovo corretto, credo che si possa anche scrivere su centinaia di argomenti ma credo che sia necessario fare sempre un’attenta riflessione e analisi su ciò che si propone al pubblico nel proprio pezzo.
    Il problema della generazione google, citata da mentana esiste e si ricollega all’argomento messa da voi al copia e incolla che molti giornalisti fanno, purtroppo è inutile nascondere che ormai se si segue internet con un pò di frequenza si possono trovare mille informazioni su qualsiasi argomento o fatto e da li a riportare “fedelmente” ci va davvero poco, è anche vero che con questa quantità di informazioni chi arriva a scrivere un pezzo con un pò di ritardo difficilmente riesce ad essere originale.
    daniele

  2. Paola Casoli Says:

    Concordo in pieno con l’intervento di Mentana.
    Paola Casoli (blog Embedded)

  3. Marco Cavicchioli Says:

    concordo con mentana, anche se, a dire il vero, proprio Google potrebbe essere utilizzato come strumento per l’approvvigionamento di ulteriori fonti o informazioni per “confrontare le opinioni senza abbandonarsi alle dietrologie”. non è quindi Google la causa, ma un suo utilizzo in modo troppo affrettato.

  4. Carlo Baldi Says:

    Dichiarazioni molto significative, certo, anche perché molto spesso ci si limita a considerare i risultati espressi da un motore di ricerca come la Bibbia, come se fossero assolutamente attendibili, mentre Google, come gli altri, pescano le “notizie” all’interno del magma dei siti web, non solo quelli giornalistici, ma anche blog e pagine amatoriali di dubbia attendibilità. Però non bisogna credere che il nocciolo della questione sia nell’uso eccessivo di Internet, che rappresenta invece uno strumento di approfondimento divenuto ormai essenziale; la questione è deontologica, quindi non riferibile ad un medium in particolare ma ad un impiego superficiale e poco responsabile dello stesso. Concordo quindi con il commento di Marco Cavicchioli.

  5. Mariantonietta Says:

    Mentana è ben documentato e me ne sorprendo: tra web e giornalisti non c’è un rapporto che definirei proprio idilliaco.
    Ma come dargli torto.
    Mi chiedo solo se sappia della “querelle” relativa a Google..
    e la questione creata attorno a Wikipedia..
    http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2005/12/accusa_di_frode.html

    “Il caso di Wikipedia e di John Seigenthaler senior (di cui ho già parlato qui e qui) sta assumendo proporzioni sempre più vaste, tanto che è nato un sito che, fra le altre iniziative, vuole avviare una “class action”, ossia una causa collettiva, contro Wikipedia, raccogliendo i casi di varie persone che si sono sentite danneggiate da qualche voce dell’enciclopedia.”
    http://montemagno.typepad.com/

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