Censis, gli italiani e i media: radio alla grande, carta sopravvive al digitale

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Dati La radio va avanti tutta, la carta sopravvive al digitale e all’avvento di Internet, i giornali tengono soprattutto se gratuiti. E’ questo il quadro dei media in Italia secondo il Rapporto 2005 del Censis sullo stato sociale del Paese. L’aumento degli ascoltatori della radio si concentra in particolare tra gli adulti e le persone più scolarizzate: la penetrazione nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 44 anni ha raggiunto il 69,8% e tra i diplomati il 66,1%, avvicinandosi notevolmente ai valori degli adolescenti, da sempre i maggiori consumatori di radio.

Il 45,3% degli italiani ritiene che ormai informazione e musica passino dappertutto e considera indifferente il mezzo attraverso il quale ascolta le trasmissioni radio.

La carta, poi, sopravvive nel mondo digitale. Si registra solo una leggera flessione nella lettura dei settimanali (dal 44,3% del 2002 al 44,1% del 2005) e dei mensili (dal 24% al 23,2%) e il piacere di sfogliare, anche distrattamente, la propria rivista preferita, in un momento di relax, non è paragonabile ad altre attività. Negli ultimi dieci anni i settimanali d’attualità hanno ottenuto un notevole successo passando nel complesso da 3.119.697 copie diffuse nel 1994 a 5.104.417 nel 2004.

L’interesse per lo sport soprattutto per gli uomini, ha fatto incrementare la diffusione dei settimanali sportivi che da 97.586 nel 1994 salgono a 527.648 nel 2004.

Per quanto riguarda i mensili la situazione si fa più complessa, facendo una graduatoria dei mensili più venduti nel 2004, al primo posto, sullo stesso piano, ci sono i femminili (15,4%) e le riviste sui motori (15,7%), mentre nel 1994 c’era una netta superiorità dei primi (22,1%) sui secondi (17,1%).

Al terzo e quarto posto della graduatoria si trovano due generi che in dieci anni hanno raddoppiato le vendite: i mensili di arredamento/architettura con 1.248.274 copie diffuse nel 2004, rispetto alle 550.931 nel 1994, e quelli dedicati alla gastronomia che da 820.802 copie sono saliti a 1.598.004.

Il numero degli italiani che si accostano ai quotidiani è in leggera flessione, visto che i lettori dei giornali sono passati, in percentuale sulla popolazione superiore ai 14 anni, dal 57,5% del 2001 al 54,9% del 2005. Tuttavia, ad aver conosciuto un vero calo è stato il numero di quanti leggono il giornale spesso, almeno tre volte a settimana (dal 42,3% al 38%), mentre sono aumentati quelli che li leggono una o due volte alla settimana (dal 15,2% al 16,9%). (Fonte: Infocity)

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Una Risposta to “Censis, gli italiani e i media: radio alla grande, carta sopravvive al digitale”

  1. daniele giovale Says:

    dati da valutare; mi preoccupa un pò il fatto che i giornali tengano grazie a quelli gratuiti, non tanto perchè si potrebbe pensare che non si voglia spendere per avere informazione ma più che altro perchè avendo visto molti giornali gratuiti, vorrei poter analizzare bene se questi possano essere fonte reale di informazioni; sono troppo ridotti per essere considerati informativi, ok le notizie principali sia nazionali che locali ci sono ma l’analisi, quella che per me fa differenza nell’informazione manca del tutto; quindi alla fine se la carta stampata regge grazie ai gratuiti e a quelli sportivi forse vuol dire che internet sta sostituendo la stampa informativa; cmq lascio a voi i commenti su questa riflessione.
    Daniele

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