RASSEGNA STAMPA: In commemorazione delle sorelle Mirabal

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Mirabal 45 anni fa Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dal dittatore Trujillo, vennero violentate e uccise a Santo Domingo per avere fatto visita a dei prigionieri politici. Oggi sono il simbolo internazionale della battaglia contro la violenza alle donne. L’Onu ha reso indelebile il loro ricordo nel 1998, proclamando il 25 novembre, anniversario della loro morte, la giornata internazionale contro la violenza alle donne.

Belgica Adele Mirabal, più conosciuta come Dedé, è l’unica sorella sopravvissuta ed ha recentemente aiutato Julia Alvarez nella stesura di “Il tempo delle farfalle” in cui si racconta la storia delle Mirabal, soprannominate “les mariposas” (le farfalle appunto) per bellezza e vivacità. Il 26 ottobre Dedé Mirabal era in Toscana per ricevere il Gonfalone d’argento, il riconoscimento consegnatole da Mara Baronti, Presidente della commissione regionale per le pari opportunità uomo-donna.

Il problema della violenza alle donne, spesso sottovalutato, è purtroppo all’ordine del giorno. Basti considerare che su scala mondiale una donna su tre viene picchiata, abusata o stuprata. In occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne, siamo andati a cercare gli appuntamenti italiani a nostro avviso particolarmente interessanti e di cui si parli on line. (Per leggere le notizie cliccare sulla testata da cui sono tratte).

25 novembre: giornata internazionale contro violenza donne di Chiara Brusini (Vita.it)

Giornata internazionale contro la violenza alle donne (ItaliaDonna)

Venerdì la Giornata mondiale contro la violenza alle donne (RomagnaOggi.it)

Violenza sulle donne tra le pareti domestiche. Per l’Onu è il reato più diffuso, la Sardegna cerca soluzioni. (Alguer.it)

Violenza donne: pdl per istituzione case d’accoglienza (Sardegna Oggi)

Violenze sulle donne, via al tavolo regionale permanente di Paolo Ciampi (Regione Toscana)

Tre farfalle contro la violenza alle donne (comunicanti.it)

Risorse per la politica: un convegno per le donne (agenfax)

Contro la violenza alle donne: Gnecchi e Kasslatter Mur ringraziano consultori, associazioni e Comitato pari opportunità (Provincia Autonoma di Bolzano)

Violenza: Prestigiacomo, presto attivo 1522, numero verde per le donne (Ministero per le Pari Opportunità)

chiara.ciardelli@pennedigitali.it

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4 Risposte to “RASSEGNA STAMPA: In commemorazione delle sorelle Mirabal”

  1. lux Says:

    bellissimo articolo

  2. Chiara Says:

    Sono contenta ti abbia interessato. Grazie per il commento e per la visita al nostro blog.

  3. Lavatrice Rosa Says:

    02/01/2004
    AGI) – Roma, 2 gen – La ’mano morta’ resta reato: lo ribadisce la Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato accusato di aver toccato il sedere a una donna, accompagnando il ’bel’ gesto con un commento altrettanto pesante: “sei bona, hai un bel sedere”. I supremi giudici hanno confermato il giudizio della Corte d’appello di Milano che ha condannato ad un anno e otto mesi di reclusione.
    2/5/2004

    Aveva solo otto mesi Vittoria, la neonata trovata ieri nella lavatrice di un appartamento nella frazione Madonna dei Monti, del comune di Santa Caterina Valfurva (Sondrio). Il fatto è stato scoperto poco prima delle 19, ma quando sono scattati gli allarmi, per Vittoria non c’era più nulla da fare: era morta annegata, dentro il cestello della lavatrice, carico d’acqua e detersivo. Il procuratore di Sondrio, Elvira Antonelli, ha disposto i primi accertamenti sia sulla salma della neonata, sia nella casa dei parenti dove è avvenuto il delitto. Secondo indiscrezioni, a trovare il corpo senza vita della piccola , sarebbero stati il padre della neonata, Venanzio Compagnoni e la sorellina, di ritorno da Livigno dove si erano recati per fare il pieno di benzina.

    Resta completamente libera Loretta Zen, la trentaduenne di Madonna dei Monti, frazione di Santa Caterina Valfurva (Sondrio), che il 13 maggio di un anno fa uccise la figlia di otto mesi affogandola nella lavatrice di casa mischiata ai panni sporchi. I suoi avvocati hanno reso noto che il Tribunale del riesame ha confermato l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari che aveva respinto la richiesta di una misura cautelare.
    La donna -dichiarano gli avvocati Giuseppe La Capria di Bormio e Matteo Muzio di Tirano – probabilmente uccise la bimba in preda ad una crisi depressiva post-parto, ma non è assolutamente pericolosa.

    La nostra assistita, seppure completamente libera, continua a rimanere nella casa di cura lombarda, dove sta sottoponendosi, con ottimi risultati, a una terapia (lezioni di ballo?) volta al suo pieno recupero”. (red)

  4. Chiara Says:

    Gentilissima Lavatrice Rosa, grazie mille per la visita e per il commento, un contributo davvero interessante sul tema della violenza alle donne.

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