RASSEGNA STAMPA: A Tunisi il Summit sulla libertà di informazione

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World_map Il controllo di Internet resta agli Stati Uniti: è questa la decisione emersa dal Summit mondiale sulla società dell’informazione svoltosi a Tunisi dal 16 al 18 novembre. Durante la tre giorni si è discusso ampiamente di libertà di informazione e il tema è stato a lungo dibattuto anche on line. Di seguito alcuni link a nostro avviso particolarmente interessanti sull’argomento. (Per leggere le notizie cliccare sulla testata da cui sono tratte).

Parte l’offensiva on-line dei campioni della repressione di Federico Punzi (L’opinione)

A Tunisi nulla di fatto. La testa del Web rimane in America di Anna Masera (lastampa.it)

Summit di Tunisi, Reporters sans Frontières protesta per l’esplusione del suo segretario di Toni De Marchi (l’Unità)

ICT, nasce a Tunisi l’Internet Governance Forum (ITnews)

Cooperazione: Stanca, Italia offre tecnologie per i Pvs di Chiara Brusini (Vita.it)

Internet e libera informazione: FNSI scrive a Tunisi di Red (OsservatorioSullaLegalità)

Libertà e informazione a Tunisi, intervista ad Ayachi Hammami di Calibano (pratoblog.it)

Ecco il PC per il terzo mondo di Matteo Durante (Panorama)

Mazem e Shalom: incontro informale (Corriere Canadese Online)

C. C.

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Una Risposta to “RASSEGNA STAMPA: A Tunisi il Summit sulla libertà di informazione”

  1. daniele giovale Says:

    i risultati del summit sono sicuramente controversi come lo erano le premesse; la vostra rassegna web mi ha dato una mano a farmi un’idea migliore su cosa è accaduto a tunisi, ma in sostanza credo che non sia accaduto nulla di nuovo. Il web sarà ancora nelle mani di chi lo gestiva prima, e sinceramente è difficile dire se è un bene o un male. c’è chi come il nostro ministro Stanca esulta dicendo che è passata la linea di mediazione tra le due parti (usa e resto del mondo), ma alla fine direi che è solo fumo negli occhi;
    poi c’è l’invenzione del computer a manovella che sinceramente mi sa di contentino per far vedere che si pensa anche ai più poveri, come un pò su tutti i media abbiamo potuto vedere; poi scopri che in realtà problemi per produrlo c’è ne sono etc etc; insomma alla fine nulla di nuovo, i dissidenti di ben ali in tunisia rimangono nell’oscurità e chissà però che qualcuno di loro riuscirà a dire la sua da qualche parte sul web, non sarebbe male.

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