Archive for novembre 2005

Nuovo orario per Penne Digitali

novembre 30, 2005

Pennedigitali300x300 Da domani la trasmissione radiofonica creata dalla redazione di questo blog cambia fascia oraria o meglio anticipa la messa in onda di un’ora. Non più alle 19 ma alle 18 è fissato l’inizio del programma dedicato a Internet e nuove tecnologie in onda su Radio Alzo Zero.

Il numero crescente di partner e di rubriche ha richiesto un aumento della durata e una conseguente ricollocazione. Tutto merito dell’attenzione e dell’affetto che sempre più numerosi ci state dimostrando. Un sincero ringraziamento da parte di tutti noi.

Domani mattina su questo sito troverete la scaletta completa e il nome dell’ospite della settimana. Tornate a trovarci.

redazione@pennedigitali.it

Un’immacolata all’insegna del giornalismo

novembre 30, 2005

Giornale L’8 dicembre a Lione è di scena “L’Europa dell’informazione nello scambio giornalistico tra Italia, Francia e zone francofone europee”. Si tratta di una giornata di studi organizzata dall’associazione giornalistica italo-francese ClubMediaFrance, appoggiata dal Ministero degli Affari Esteri italiano, dalla regione Rodano Alpi, dalla Città di Lione e sotto l’egida dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, nell’ambito delle iniziative volte a favorire le prospettive di internazionalizzazione del giornalismo nostrano.

Giornalisti franco-italiano si interrogheranno sul futuro della professione di corrispondente e sulle sfide dell’informazione del nuovo secolo, chiedendosi inoltre se in Europa le tematiche relative all’UE debbano considerarsi ancora come estere. La giornata di studi sarà anche l’occasione per lanciare il premio giornalistico “Rhônes-Alpes-Italie / Italia-Rodano Alpi”, dedicato, a partire dal 2006, ai migliori reportages o corrispondenze in italiano sulla Francia e in francese sull’Italia.

chiara.ciardelli@pennedigitali.it

A scuola i blog finiscono dietro la lavagna

novembre 30, 2005

Il 2 ottobre scorso, il diciottenne Charlie Serpone è stato espulso dall’istituto cattolico Giovanni Paolo XXIII di Sparta, New Jersey, per aver scritto sul suo blog qualche commento non troppo gentile nei confronti del suo allenatore di football. Pochi giorni dopo, nove studenti della North Carolina State University sono finiti nei guai a causa di una foto pubblicata su Facebook, un servizio di social networking molto diffuso tra i ragazzi americani, che li ritrae allegramente coinvolti in un “birra party” nel dormitorio della scuola.

C’è un po’ di maretta, insomma, tra le istituzioni scolastiche degli Stati Uniti e gli studenti che usano i nuovi strumenti sociali di Internet (blog, chat, forum) con sempre maggiore disinvoltura. Secondo una recente ricerca di Pew Internet and American Life Project, sono almeno otto milioni i ragazzi americani tra i 12 e i 17 anni che frequentano il mondo dei blog, come lettori, scrittori o commentatori. Un numero in rapida crescita, rafforzato dallo straordinario successo di comunità online come MySpace e Facebook, che ha spinto la Electronic Frontier Foundation a pubblicare un piccolo vademecum per lo “student blogging”.

Che i ragazzi scoprano le potenzialità del Web e imparino a cercare informazioni, fare nuove amicizie ed esprimere le proprie opinioni è un’ottima cosa, si legge nella ricerca di Pew Internet. Il guaio è che quando si è giovani, è facile lasciarsi prendere la mano e parlare con leggerezza di alcool, sesso, droga – a volte solo per attirare un po’ d’attenzione – senza pensare alle conseguenze. L’illusione è che il proprio blog sia protetto da chissà quale privacy e invece si rischia di finire facilmente pizzicati dai rigidi controllori della scuola. O, ancora peggio, da qualche malintenzionato.

Se gli Stati Uniti rappresentano la consueta avanguardia del problema, l’Italia non ne è poi così lontana. Un recente rapporto di Eurispes e Telefono Azzurro lancia segnali evidenti: il 10 per cento dei bambini dai 7 agli 11 anni che si collegano a Internet conosce bene il mondo dei blog. Una percentuale che sale di quattro punti per i ragazzi dai 12 ai 19 anni. E che anche i ragazzi italiani siano predisposti a lasciarsi andare a confidenze potenzialmente “pericolose” lo si intuisce dando una rapida occhiata ai forum di una popolosa comunità come Studenti.it. Dove non abbondano le Melisse P, ma si possono leggere decine di messaggi che vanno dal classico e in fondo innocente “come copiare durante il compito in classe” al più compromettente “mi sono fatto la figlia della prof di ginnastica”. (Fonte: La Stampa Web)

Corsi di giornalismo on line

novembre 29, 2005

CLICK: Do you speak English?

novembre 29, 2005

Inglese_1Imparare l’inglese senza spendere? Da oggi è realmente possibile: on line naturalmente, su www.englishgratis.com. È un nuovo sito no-profit, derivato dalla rivista English4Life, che offre for free una serie vastissima di risorse di qualità per imparare l’inglese rapidamente.

Gli strumenti a disposizione dell’utente sono vari dalla consultazione della grammatica alla lettura di testi paralleli con traduzione a fronte. C’è spazio anche per curiosità e divertimento, spulciando a lato tra le “Risorse Sfiziose”, dove si possono trovare frasi idonee per un curriculum, slogan pubblicitari d’effetto ed espressioni proverbiali. L’attenzione, anche grazie alla dinamicità del Web, è rivolta alla lingua inglese come strumento vivo nel suo utilizzo quotidiano anche per chi è alle prime armi, senza annoiare e nel rispetto delle regole linguistiche, tanto care ai vecchi manuali.

Link: www.englishgratis.com

chiara.ciardelli@pennedigitali.it

AGENZIA: debutto al sud, il Gruppo Caltagirone rifiuta la pubblicità

novembre 29, 2005

Forte di un "costante incremento delle vendite" e di "riscontri positivi dal mercato pubblicitario", la Padania fa una "scelta di provocazione e di libertà": dal primo dicembre – annuncia il direttore Gianluigi Paragone – diventa un quotidiano nazionale, superando i confini del Nord, rafforzandosi al Centro e soprattutto debuttando nelle edicole del Sud. Il tutto con una nuova veste grafica e un formato più piccolo. "Abbiamo deciso di affrontare questa sfida, che è sì provocatoria ma industrialmente sta in piedi – spiega Paragone alla prima conferenza stampa romana del quotidiano – spinti dalle tante lettere ricevute dal Meridione in questi mesi, che dimostrano che non è vero che lì si guarda con distacco e cattiveria alla Lega Nord e al suo panorama editoriale di riferimento". Papà campano e mamma siciliana, Paragone è convinto che sia necessario "dare voce e risalto a quella cultura autonomista e federalista che esistono, e sono forti, anche nel Sud Italia: potremo individuare dei percorsi di convergenza". Dietro il debutto nelle edicole del Sud, anche una volontà più squisitamente politica, "spiegare il federalismo e la recente riforma costituzionale. C’é la tendenza a criticare in maniera aprioristica questa riforma come se fosse ostile al Mezzogiorno: ma sono convinto del contrario e del fatto che nel Sud non tutti la pensino così". Il direttore è consapevole che l"espansioné al Sud "andrà incontro ad attriti. Qualcuno l’abbiamo già incontrato: l’editore Caltagirone ha rifiutato la pubblicità del quotidiano sul Mattino e sul Messaggero. Evidentemente la Padania che va al Sud fa paura, non te l’aspetti, va a pizzicare il vivo di idee preconfezionate". Con la consapevolezza di non essere "un giornale aderente alla Lega, ma uno spazio politicamente scorretto, o meglio ancora a disposizione degli eretici", la Padania non muterà le sue posizioni sul Mezzogiorno: "Se il Sud vuole continuare a crescere senza regole, a non capire che il suo grande valore è legato al turismo inteso in senso industriale, a non archiviare la logica della ‘magnata’, continuerò ad attaccarlo. Non vogliamo accarezzare o coccolare il Sud, ma prenderlo per il bavero e dire: se qualcuno non la pensa così e vuole farsi sentire, questo è il giornale. Del resto, voti non ne dobbiamo prendere… anche se qualche voto poi arriva". Per affrontare la nuova sfida, la Editoriale Nord si è affidata a un secondo centro stampa a Roma (oltre a quello già operativo di Paderno Dugnano, in provincia di Milano). I punti vendita – spiega il direttore generale Roberto Mura – passeranno da 15mila a 19.700 (su 38mila totali), gestiti attraverso 130 distributori contro gli 80 attuali, per raggiungere anche le principali edicole del Centro e del Sud, Isole comprese. La copertura sarà di 45mila copie al Nord e di 25mila al Centro-Sud, che a regime diventeranno 15mila. Cambierà anche il formato (che diventerà più compatto, passando dal 36×56 al 35×50), accompagnato da un lieve restyling grafico che diventerà con il tempo più marcato. L’operazione comporta circa 250mila euro in termini di maggiori costi, "ma siamo ottimisti sul raggiungimento del break even – sottolinea Mura – in tempi rapidi grazie all’aumento delle vendite e della raccolta pubblicitaria". Sul fronte della promozione, domani conferenza stampa bis a Milano, domenica spazi pubblicitari su numerosi quotidiani del Centro-Sud, lunedì al Teatro Nuovo di Milano alle 17:30 onvention tra politici, buyer, distributori, edicolanti e Fieg. Tra le firme di recente arruolate dal quotidiano, quella di Pierluigi Diaco, con una rubrica in prima pagina: "Magari aprirà un percorso di dialogo con la sinistra autorevole e riformista di cui sono elettore", chiosa il giornalista. (ANSA)

Una voce fuori dal coro sulla Legge 150

novembre 28, 2005

Stefanomartello Il dibattito sulla legge 150 non accenna ad esaurirsi. E non potrebbe essere altrimenti visto che la legge che disciplina le «attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni», dalla sua entrata in vigore oltre cinque anni fa, è stata troppe volte disattesa, quando non deliberatamente ignorata. Giornalisti e operatori della comunicazione pubblica avevano salutato questo nuovo strumento legislativo (che afferma tra l’altro l’assoluta necessità di iscrizione all’Albo dei Giornalisti per gli addetti stampa) come la panacea in grado di garantire il riconoscimento di una categoria professionale emergente, definendone applicativamente requisiti, mansioni e competenze. A ben vedere però, tali definizioni risultano fin troppo vaghe, prestandosi a libere e strumentali interpretazioni. Il portavoce, l’addetto stampa, l’addetto alle relazioni con il pubblico e l’ideatore di campagne pubblicitarie sono figure fortemente dissimili che si trovano ad operare in un campo di intersezione. Nella realtà, soprattutto dei piccoli centri, persiste invece la sovrapposizione caotica o peggio la condensazione di  tutte queste mansioni in un’unica persona o in un unico ufficio tuttofare, costretti spesso a coprire ruoli diversi senza che vengano riconosciute la dignità e le specificità della professione.

Nel panorama dei contributi al dibattito sulla Legge 150/2000 rappresenta una voce fuori dal coro il saggio “Santi, Poeti e Comunicatori” scritto a quattro mani da Stefano Martello e Gennaro Pesante, pubblicato lo scorso anno da Nada Editore. Con uno stile efficace ed un linguaggio dichiaratamente accessibile e scevro di quelle criptiche espressioni gergali a cui ci ha purtroppo abituato il linguaggio giuridico e burocratico, gli Autori sviluppano un «colloquio informale» (inframezzato dagli spunti di riflessione di Isabella Piro) affrontando senza peli sulla lingua un tema così spinoso. Il pamphlet si dipana piacevolmente come una rilettura della legge che non lesina il ricorso ad aneddoti divertenti ed esempi calzanti attinti dalla personale esperienza dei due giornalisti. Lo scopo è quello di sensibilizzare il lettore su un caso frustrante quanto esemplare del sistema giuridico italiano: esiste un valido strumento legislativo, ma non viene adeguatamente applicato. Martello e Pesante si interrogano tra l’altro su cosa significhi veramente il ruolo di comunicatore della pubblica amministrazione e quanto sia importante che questo ruolo sia svolto da un giornalista di professione. In appendice non manca ovviamente il testo integrale della legge “incriminata”, consultabile anche online a questo indirizzo.

carlo.baldi@pennedigitali.it

La GMG a scuola di radio

novembre 28, 2005

Gmg La GMG è ormai un marchio e una garanzia. L’acronimo sta per ‘giornata mondiale della gioventù’. E’ il raduno dei giovani cattolici con il loro pontefice. L’ultimo la scorsa estate a Colonia. Adesso c’è anche una radio a darle voce che ha da ieri iniziato le sue trasmissioni sulle frequenze web di www.radiogmg.it.

L’attenzione alle comunicazioni sociali e alle varie forme di comunicazione giovanile ha caratterizzato l’intero pontificato di Giovanni Paolo II. ‘RadioGmg’ è degna figlia del suo principale ispiratore. E’ promossa dal Servizio Nazionale per la pastorale giovanile. Sarà il primo esperimento di podcasting cattolico. Nel suo dna ci sono l’iPod e il broadcasting. Trasmetterà file mp3 da ascoltare sul web o da scaricare sul computer o sull’iPod. Sarà soprattutto una “radio di parola” fatta di brevi contributi in voce. Ci sarà il vangelo del giorno, il commento di Monsignor Domenico Segalini, vescovo di Palestrina, e una serie di rubriche registrate sulla strada da giovani reporter.

Tra le rubriche più curiose ‘Musica e parole’, una trasmissione dedicata alla christian music e ‘Jingle bell’, dedicata ai suoni tradizionali catturati nelle piazze italiane. Durante tutto il periodo di Avvento saranno forniti anche contributi testuali relativi a questo tempo dell’anno liturgico.

M. B.

redazione@pennedigitali.it

Google digitalizza la biblioteca del congresso

novembre 28, 2005

Google scannerizzerà la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America. A darne notizia, lo scorso martedì, sono stati Sergey Brin, co-fondatore del colosso mondiale della ricerca sul Web, e la stessa biblioteca.

Il progetto di digitalizzazione dei testi, anche noto come World Digital Library (WDL), ha alle spalle un ingente accordo di natura economica: per effettuare l’operazione l’azienda di Mountain View si è impeganata a versare 3 milioni di dollari nelle casse della famosa biblioteca. Non solo. In molti si aspettano che questa iniziativa stimolerà ben presto l’afflusso di altri fondi dalle fonti più disparate, sia pubbliche che private.


Tutto il materiale digitalizzato, comunque, non sarà utilizzato in esclusiva dall’azienda di Page e Brin ma verrà messo a disposizione di biblioteche e di motori di ricerca online di tutto il mondo, in pieno rispetto dei criteri filantropici sui cui si fonda il progetto.


I due promotori dell’accordo, Google e biblioteca del Congresso, non solo i soli ad essere coinvolti nel business della conversione digitale dei testi; com’è noto, tutta una serie di aziende si stanno muovendo nella stessa direzione. Tra queste è doveroso citare Microsoft, Yahoo e diverse importanti università sia americane che europee.


Non si creda però che il progetto sia limitato al solo mondo occidentale. Anzi la cosa ha un ampio respiro culturale, tant’è vero che lo stesso James Billington, membro della biblioteca del Congresso, ha dichiarato che forse il progetto ‘WDL’ per la prima volta metterà insieme rari ed unici prodotti culturari depositati in ‘magazzini’ americani e europei mettendoli a confronto con altri materiali originari provenienti dalla Cina, dall’India, dal resto dell’Asia, dal Medio Oriente e dall’Africa. Per Billington, inoltre: «Una World Digital Library renderà queste collezioni gratuite, prive cioè di qualsiasi costo per chiunque abbia un accesso a Internet e potrebbe avere l’effetto benefico di riunire la gente nel celebrare la profondità e l’unicità di differenti culture in una sola impresa».


I propositi di Google riguardo il progetto di digitalizzazione risultano decisamente chiari se si presta attenzione alle parole del suo fondatore Sergey Brin: «Google supporta la World Digital Library perché noi condividiamo la missione di rendere l’informazione universalmente utile ed accessibile. Creare una biblioteca digitale globale è un’opportunità storica perciò noi supportiamo quest’opera della Biblioteca del Congresso».

A pensare bene a volte si fa male ma spesso ci si indovina. Forse Google con questa iniziativa, stringendo cioè un accordo con un partner istituzionale dall’aura così forte, ma soprattutto autorevole, ha voluto un po’ gettare acqua sul fuoco. Tutte le polemiche sul progetto ‘Google Print’ e sull’ambizione di scannerizzare i volumi di diverse biblioteche universitarie, avevano messo in cattiva luce il marchio e l’azienda; tuttora si trova ancora a dover fronteggiare in tribunale quanti l’accusano di violare le leggi sul diritto di copia. Forse quest’accordo darà una boccata d’ossigeno al progetto ‘Google Print’; sta di fatto che intanto non è stato affatto una cattiva mossa dal punto di vista economico, visto che, in seguito all’annuncio, il titolo in borsa (a Wall Street) è salito di 2,29 dollari, portandosi a quota 410,65.


Per la cronaca si sappia che la Biblioteca del Congresso non è nuova ad esperienze del genere. Già nel 1994 istituì il ‘National Digital Library Program’, un’iniziativa che mirava ad offrire online i tesori della storia americana. Nel 2000 poi lanciò il suo sito ‘Global Gateway’ che comprendeva presentazioni bilingue da fonti russe, francesi, spagnole, brasiliane e olandesi, raccogliendo tutta una serie di paralleli storici tra gli Stati Uniti e le nazioni che partecipavano al progetto del sito. (Fonte: ITnews)

Al via il primo Digital Tour

novembre 27, 2005

Digital_tour Dal 24 novembre all’11 dicembre il pullman del primo Digital Tour Toshiba, Adobe e Symantec toccherà le città di Bologna, Verona e Milano. Si tratta di un’iniziativa volta ad avvicinare la tecnologia alla gente, con l’obiettivo di mostrare, in un ambiente alternativo agli spazi abituali, le ultime offerte di questi giganti dell’IT. All’esterno del pullman saranno prioettati filmati di approfondimento su tecnologie e prodotti innovativi; all’interno il personale sarà a disposizione dei visitatori per mostrare interessanti demo e per fare provare le recenti novità. Per saperne di più cliccate qui.

chiara.ciardelli@pennedigitali.it