Nello sviluppo di soluzioni open source, gia’ nel 2002, la comunita’ italiana era per numerosita’ la quarta a livello mondiale subito dopo la Francia, la Germania e gli Stati Uniti. Un dato confermato nell’ultimo rapporto Censis su “Il controllo delle reti telematiche”. Malgrado gli italiani siano tra i maggiori animatori del web 2.0, difficilmente riescono a fare di quella che si configura come una semplice passione un vero e proprio lavoro, una professione. La ragione, spiega Gianni Dominici, responsabile del settore innovazione del Censis, “sta nel fatto che le aziende grandi e piccole non sanno fare scouting, ovvero non sanno andare a scovare i veri talenti che operano nella rete, attraverso il blog od operando su siti come Flickr, e investire su di loro”. Una tendenza confermata anche da Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, che afferma: “Il settore non ha fatto scouting e non ha investito sul mercato come avrebbe dovuto”. La ragione, per Giuseppe Roma, non e’ da ricercare solo nell’oligopolio telematiche che caratterizza la realta’ italiana: “l’esistenza di oligopoli, nazionali e multinazionali, negli altri paesi non e’ un dato di freno: in altre realta’, diverse da quella italiana, si ha la capacita’ di prendere dal mercato ed investire su piccole realta’. In Italia questo non accade”. (Agi)
Luglio 8, 2007 alle 8:37 pm |
Le oligarchie e la minoranza creativa
Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di leggere in anteprima il rapporto che Gianni Dominici ha preparato per il CENSIS, dal titolo Le concentrazioni del potere nel controllo delle reti telematicheche poi è stato presentato lo scorso 3 luglio. Questa…
Luglio 8, 2007 alle 10:41 pm |
[...] ne parla anche (tra gli altri) su Blogosfere, Knowledge is power, Penne digitali, Cronachesorprese, Alfonso Fuggetta, Stefano [...]
Luglio 9, 2007 alle 9:13 am |
[...] hanno variamente parlato: Lupi Mauro, Blogosfere, Knowledge is power, Penne digitali, Cronachesorprese, Alfonso Fuggetta, Stefano [...]