Zitto e scrivi: il precariato nel giornalismo odierno

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Zitto e scrivi Chiara Lico, giornalista Rai, interviene sul blog di Stampa Alternativa sulla patata bollente del precariato nel giornalismo odierno (a introdurre il suo romanzo in uscita su temi analoghi). Eccone uno stralcio:

In Italia il numero dei giornalisti precari ha superato quello degli assunti. Sono 12 mila i professionisti contrattualizzati e più di 20 mila quelli che lavorano senza contratto a tempo indeterminato o determinato. Nel complesso, sono 30 mila le persone che in Italia fanno informazione e di queste solo un terzo hanno un contratto nazionale da professionisti. Il resto è fatto di collaboratori, precari e coloro i quali anche senza avere il requisito professionale adatto a svolgere questo mestiere, nei fatti lo svolgono…. A questo si aggiunga la politica (che attualmente – e in modo bipartisan – si deve solo vergognare di come svilisce il ruolo del giornalista), visto che si sente – e fa bene perché le viene permesso – di essere la padrona-editrice di giornali e telegiornali. Ma tutto questo potrebbe essere ancora arginabile se il giornalista ricordasse qual è il suo compito: dar voce ai fatti, raccontarli. Possibilmente con la schiena dritta, come chiese all’epoca l’allora Capo dello Stato Ciampi.

Continua qui.

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