Pierluigi Magnaschi, 54 anni, piacentino, è editorialista del quotidiano Italia Oggi. Ha diretto per sette anni (1999-2006) l’agenzia di stampa Ansa. In precedenza aveva diretto il quotidiano finanziario MF e il settimanale Milano Finanza nonché il settimanale La Domenica del Corriere. E’ stato condirettore de Il Giorno, vice direttore de La Notte e redattore capo centrale di Tempo Illustrato. Ha ottenuto il premio nazionale giornalistico Walter Tobagi.
Febbraio 4, 2008 alle 9:16 pm |
Magnaschi è bravissimo, ma ciò non comporta uno sconto speciale sull’età. Ed è nato nel 1941. Correggiamo la scheda?
Settembre 6, 2008 alle 8:41 pm |
Caro dottor Magnaschi riceva i miei più cari saluti Vittorio Bardile
ex responsabile di Italiaoggi
Gennaio 26, 2009 alle 9:28 am |
perchè non si butta in politica,magari nell’indefinito partito obamiano?
Gennaio 26, 2009 alle 8:00 pm |
MAGNASCHI E’ LA PIU’ COMPENTENTE FIGURA DEL GIORNALISMO ITALIANO D’OGGI. GRAZIE AI SUOI INTERVENTI MI TENGO AGGIORNATO SU QUANTO ACCADA IN ITALIA E NEL MONDO
Luglio 29, 2009 alle 11:53 am |
Caro Magnaschi,
leggo come sempre con interesse i suoi articoli,
entrando nel merito del suo articolo su Italia Oggi del 29.7.09,le scrivo dall’UNiversità di Modena e Reggio Emilia. La mia Università è una delle 27 cosiddette “virtuose”. Non dovrei quindi lamentarmi? Penso che Lei conosca bene che per il 2010 l’Università Italiania subirà, nel migliore dei casi, un taglio netto di risorse ancora indefinito (e questo è assolutamente male, mi dice Lei come si fa a fare un budget di previsione?) , dicevo ancoraa indefinito, ma sicuramente importante. Nessuna delle Università italiane allo stato attuale (forse con l’eccezione dei politecnici) potrà fare fronte a questa situazione. L’Università è obbligata a pagare gli stipendi, i cui aumenti, appena concessi, sono decisi in sede ministeriale, non ha tra le sue “armi” alcuna possibilità di onorare il merito dei propri docenti, nè può licenziale chicchessia. Quindi, quello che prevedo saranno aule non riscaldate, luci spente, tagli rilevanti sui dottorati di ricerca ecc. A questo punto, indistintamente dal fatto che l’Università sia virtuosa o meno, si procederà con i soliti metodi, dell’intervento sotto la spinta dell’urgenza..
Ho visto con favore e seguo da vicino il tentativo del MInistro Gelmini nel distribuire il 7% del FFO agli atenei virtuosi, ma quello che manca, ed è assolutamente urgente, è una politica verso e per l’Università che ne definisca ambiti, doveri e, se il caso, i premi, in altre parole una cove chiara che dica cosa lo Stato italiano voglia fare delle sue Università. In carenza di un quadro generale, si adnrò avanti a “toppe”, come il solito, con un lento e inesorabile delcino, che include anche quelle Università che stanno combattendo e difendendosi bene a livelli europei.
con i miei più cordiali saluti
Aldo Tomasi
Agosto 25, 2009 alle 4:04 pm |
Ascolto sempre con piacere gli interventi di Pierluigi Magnaschi nelle trasmissioni radiofoniche: Ha una competenza e cultura vastissima, che espone con una chiarezza invidiabile.
E’ un grande giornalista.
sm
Settembre 15, 2009 alle 9:11 pm |
modena 15.09.2009
Invidio al dr Magnaschi la grammatica e la sintassi del linguaggio. Linguaggio essenziale e perciò incisivo e chiarissimo. Ogni lunedi’ sera lo ascolto a “Zapping” su radio uno. E’ uno spettacolo sentirlo parlare.
Gradirei sapere se abbia pibblicato scritti, saggi o libri.
Settembre 25, 2009 alle 1:17 pm |
Caro Direttore le invio i miei cari saluti Vitorio Bardile
Ex resp.ItaliaOggi
Ottobre 8, 2009 alle 11:27 am |
Anch’io, come sandra (25 agosto 2009), ascolto sempre gli interventi di Pierluigi Magnaschi a Zapping e condivido lo stesso giudizio: è un giornalista eccezionale. I problemi illustrati da lui diventano di una chiarezza incredibile. E inoltre è obiettivo, qualità difficilmente riscontrabile nella maggior parte dei suoi colleghi…
Faccio spesso un gioco con i miei figli: un elenco di persone che inviterei volentieri a cena per una chiacchierata tutti insieme… Il primo della lista è proprio Pierluigi Magnaschi.
Lunga vita a giornalisti come lui!
Ottobre 16, 2009 alle 4:20 pm |
caro dott. Magnaschi, sono lieto di sapere che una firma così prestigiosa del giornalismo italiano la pensa come me sul filmaccio di Tornatore “baarìa”. Non se ne può più. Lei ha magnificamente centrato in pieno “l’obiettivo” di Giuseppe nazionale, scoprendone le insicurezze, le difficoltà, le incapacità, l’arroganza e l’opportunismo insincero che pervade quest’uomo bagherese che, da bagherese, penso, non abbia proprio fatto niente per meritarsi gli innumerevoli e nauseabondi panegirici se non, da leccaculo e soprattutto, da uomini incapaci di riconoscere la differenza tra FILM come quelli di Angelopoulos e film come quelli di Neri Parenti. Grazie e complimenti
Novembre 3, 2009 alle 12:14 pm |
sono un funzionario pubblico responsabile dei servizi finanziari. Concordo pienamente con l’articolo pubblicato in seconda pagina di italia oggi del 3.11.2009 “Enti locali, usano gli scudi umani…”, in quanto ogni giorno mi trovo a fare considerazioni simili.
Credo che le amministrazioni locali non abbiano raggiunto alcun grado di maturità sul contenimento delle spese e tutto quello che più interessa agli amministratori è l’immagine, gli articoli sui quotidiani locali, le interviste, le premiazioni…, tanto che gli ordini del giorno delle sedute degli organi collegiali sembrano riferirsi a pro loco, associazioni ricreative ecc.
Purtroppo credo che occorrano norme statali che obbligano a non fare certi tipi di spesa o comunque siano sottposte ad attenti controlli sulle motivazioni, congruità e legalità delle spese (oggi inesistenti o comunque elusi), in quanto le amministrazioni locali non sono in grado di assegnare delle priorità agli impieghi delle risorse pubbliche.
Vorrei leggere più spesso articoli del genere.
buon lavoro
Novembre 24, 2009 alle 2:29 pm |
Caro Dott. Magnaschi,
solo una piccola curiosità… é davvero lei l’autore dell’articolo apparso oggi su Libertà sulla questione d’Alema/PESC? Mi meravoglierei se lo fosse visto il numero di imbarazzanti affermazioni che solo una persona estremamente idisinformata su questioni europee avrebbe potuto fare.
Cordiali saluti
Edoardo Ferrara